LA SINISTRA – Civitavecchia: “Sostegno ai lavoratori in lotta”

CIVITAVECCHIA – Noi stiamo con i metalmeccanici e i portuali, parteciperemo allo sciopero del 24 luglio e alle iniziative di lotta che metteranno in campo.

I lavoratori si uniscono e scendono in lotta perché sono i bersagli, le vittime destinate a pagare per primi la drammatica crisi economica e sociale che si è aperta nel territorio in conseguenza dell’esaurirsi della fase di “crescita” illusoria basata sulla servitù energetica, la privatizzazione del porto e la rapina delle risorse locali.

La necessaria uscita dal carbone a TVN, programmata entro il 2025, è conseguenza del fallimento della politica energetica fossile su cui si è investito fino ad oggi mentre si affermavano e si diffondevano da tempo le tecnologie delle fonti rinnovabili, divenute ora mature e convenienti economicamente.

Enel oggi, costretta ad abbandonare il carbone da cui ha tratto profitti miliardari a TVN per 15 anni, senza alcun confronto lascia sul posto centinaia di licenziamenti, una economia in caduta libera, un territorio devastato, danni alla salute e all’ambiente.
Tutto questo è inaccettabile. Bisogna che il governo e le istituzioni stiano dalla parte della città, difendano il territorio, costringano Enel a dare risposte per individuare le alternative che garantiscano occupazione, risanamento ambientale e tutela della salute.

La situazione è drammatica e investe l’intera comunità del comprensorio. Siamo il distretto del Lazio con i più alti tassi di incidenza per tumori. Si taglia l’organico dei lavoratori elettrici; si impongono commesse per importi non superiori a 20.000 euro al mese alle ditte metalmeccaniche. Praticamente significa strozzare ditte che hanno minimo 40 addetti, per un totale di circa 460 persone, perché si eliminano le manutenzioni in centrale (coll’acquiescenza del Ministero), con tutto quello che significa rispetto alla sicurezza sul lavoro ( è di ieri la notizia di un altro incidente in centrale). Si riduce drasticamente la movimentazione del carbone e così si taglia il lavoro di 60 portuali.

E siamo solo all’inizio della ristrutturazione che Enel ha in testa, su cui arrogantemente non si confronta con nessuno!

Enel, invece, si deve assumere le proprie responsabilità.

Deve attuare le manutenzioni, smantellare gli impianti obsoleti, bonificare i siti, farsi carico di un piano di investimenti ed impegni per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali in loco.

Su questo abbiamo ascoltato dai rappresentanti sindacali accenti diversi dal passato, per una vertenza complessiva di salvaguardia del lavoro attraverso progetti di conversione economica ed energetica del territorio su cui rivendicare impegni del Governo, di Enel, di enti pubblici e privati.

E’ arrivato il momento che a Civitavecchia venga riconosciuto l’importante ruolo strategico che ha avuto nella produzione energetica nazionale. E’ ora che la città diventi il modello più avanzato della riconversione ecologica, che, oltre al risanamento ambientale non più rinviabile, può essere il fattore moltiplicatore di nuova occupazione.

Anche per il porto le tecnologie da rinnovabili sono mature. Già si è sperimentato e fatto ricerca sull’energia prodotta dal movimento delle maree, ma al dunque, qualcuno ha deciso che bisognava fermarsi.

Che fine ha fatto il polo idrogeno? E l’elettrificazione delle banchine?

Siamo rimasti all’epoca delle caverne. Tecnologie all’avanguardia si affacciano nel mondo delle energie rinnovabili: vento, sole, mare, batterie, idrogeno e celle a combustione. Questo è il futuro.

Siamo tutti coinvolti in questo processo di cambiamento storico sapendo che le risposte alla crisi non possono essere quelle di ripercorrere vecchie strade, dobbiamo adoperare tutto il cuore, la fantasia e l’intelligenza di cui siamo capaci!
Invitiamo la cittadinanza allo sciopero del 24 luglio, a fianco dei metalmeccanici e dei portuali. Diamo vita ad una grande vertenza cittadina “ Civitavecchia Bene Comune “.

 

LA SINISTRA – Civitavecchia