“La piazza lo ha gridato forte: no al Biodigestore”

CIVITAVECCHIA – Soddisfazione da parte di movimenti e forze ambientaliste all’indomani della manifestazione contro il Biodigestore svoltasi a piazzale Guglielmotti mercoledì 2 febbraio.

“Oltre ai tanti cittadini accorsi – si legge in una nota firmata da Comitato Sole, Forum Ambientalista, Città Futura, Fridays for Future – Civitavecchia , Collettivo No al Fossile – Civitavecchia, Europa Verde, Piazza048, Federazione PRC Civitavecchia, Le Ardite, Rete delle Associazioni, #Mirifiuto e ASD Nessuno Escluso – si è registrata la presenza del Sindaco di Civitavecchia che, a nome dell’Amministrazione Comunale, ha ribadito la ferma opposizione all’ennesimo attentato alla salute rappresentato dal biodigestore. e la volontà di proseguire nelle azioni conseguenti. Si riscontra positiva partecipazione anche dei Municipi del territorio tra cui i Sindaci di Allumiere e Tolfa e i delegati di altri comuni. La Conferenza di Servizi che ha avallato l’impianto non ha tenuto in alcun conto la lunga serie di pareri negativi importanti, quali la ASL, la Soprintendenza, il Comune di Civitavecchia e, soprattutto, e del divieto di attivazione espresso dal Sindaco in virtù del potere conferitogli dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie (Dlgs 1265/1934); per questo risulta difficile persino comprendere come questa decisione (che nessuno rivendica) sia stata presa. Quello che è certo è che essa va esattamente nella direzione contraria a quella da intraprendere, vale a dire piccoli impianti pianificati su scala regionale in grado di smaltire la frazione umida prodotta in prossimità con trattamento aerobico. Roma dovrebbe avere impianti di smaltimento in ogni circoscrizione invece di scaricarli per tutto il Lazio, come il Movimento “Rifiuti zero, per una economia circolare” va proponendo da anni alla sorda Municipalità Capitolina. Civitavecchia produce ca. 7000 tonnellate di umido annue, quindi le 120-125 mila tonnellate si possono raggiungere solo con un’importazione massiccia dei rifiuti da Roma. I rifiuti viaggeranno su camion e saranno trattati in modalità anaerobica, finalizzata alla produzione di gas metano. La grandezza dell’impianto è giustificata dalla presenza di Roma nell’ATO provinciale trasformando l’intera provincia in una servitù di smaltimento dei rifiuti della Capitale. I mega impianti di smaltimento rifiuti vanificano totalmente gli indirizzi del piano dei rifiuti del Lazio approvato nel 2021, il quale prevede piccoli impianti di smaltimento adatti alle reali esigenze per bacini d’utenza di ca. 100 mila abitanti. Come ha affermato l’assessore Lombardi, gli impianti già autorizzati superano invece 10 volte il fabbisogno del Lazio”.

“Purtroppo – prosegue la nota – lo sbandierato “Nuovo piano dei rifiuti del Lazio” non ha mai avuto valore normativo e rimane mero auspicabile proposito, vale a dire carta straccia. E questa è una precipua responsabilità politica che consente a grigi funzionari addirittura di forzare le normative per autorizzare impianti la cui utilità risiede solo negli enormi profitti che i privati di turno ne ricaveranno. Comprendiamo lo scontento e l’imbarazzo dei consiglieri di maggioranza contrari al progetto; si comprendono meno le ragioni per cui la loro fiducia alla giunta Zingaretti vada riconfermata. I presupposti per chiedere l’annullamento in autotutela di questo indigeribile atto ci sono; rappresentino, utilizzando ogni possibile strumento, la comunità dal quale sono stati eletti o si pongano all’opposizione di questa maggioranza regionale che vuole seppellire il territorio sotto una montagna di rifiuti. Lo diciamo a loro e lo ribadiamo ai Sindaci: questa battaglia può solo essere vinta, non permetteremo altre ipoteche sul nostro futuro. La piazza, ieri, lo ha gridato forte”.

(foto gentilmente concessa da Gianluca Gori)