“La Nuova Generazione ha l’obbligo di cambiare”

emiliano santoriCIVITAVECCHIA – Leggendo l’invito dell’amico Stefano Giannini non posso rimanere indifferente, troppo serio il suo invito, troppo importante l’obiettivo posto, troppo delicato il momento per tutti i cittadini, prostrati da una crisi sistemica oltre che economica e sfiancati da una politica spesso sorda e a volte imbarazzante, per non rispondere.
Quando mi sono candidato l’ho fatto perché ritenevo che dovessi dare il mio contributo al cambiamento dello status quo, che potessi mettere a disposizione le mie competenze e la mia passione, al servizio di una comunità dove ho costruito la mia famiglia e la mia vita. Niente è cambiato da allora, solo la consapevolezza che per cambiare e cambiare in meglio non è sufficiente lo sforzo di una sola persona o di poche persone.
Condividevo e condivido l’impianto del programma con cui il centrosinistra ha vinto le elezioni, a quello sono e sarò fedele, ritengo che è su quella progettualità che si possa immaginare la città futura, è quella la nostra promessa di futuro ai concittadini. L’esistenza di un programma non basta a se stessa, e neanche l’attuazione di qualche punto.
E’ necessario dunque mettere insieme molte risorse umane, liberare nuove energie, aggregarne di esistenti, portare al centro del dibattito le persone, renderle protagoniste; i giovani (e in questo caso sì che il dato anagrafico è determinante) pagano la nostra contemporaneità con la privazione del futuro, loro, costretti ad essere più preparati, più umili, più “flessibili”, accondiscendenti, loro hanno il dovere di stringere un patto generazionale, utilizzando gli strumenti che si sono dati (il programma) e che si daranno devono ripensare il modo di amministrare e quindi vivere la nostra città.
Perché se è vero che guardando il mondo dalla parte degli ultimi forse si costruisce un mondo un pochino migliore, oggi molti giovani appartengono agli ultimi. A Civitavecchia però molti giovani sono in consiglio comunale, molti giovani hanno la possibilità di misurare il bisogno di futuro con la pratica amministrativa. Finora abbiamo tremato, cercando di sopravvivere alle tempeste sopraggiunte, e con ricette e formule che ci hanno portato dove siamo, senza coraggio abbiamo forse disatteso qualche immediata esigenza di cambiamento, immediata non perché velleitaria, ma perché frutto di una disperazione ormai cronica.
Se non abbiamo il coraggio di unire, se non abbiamo il coraggio di pensare una città e delle pratiche amministrative diverse dal recente passato, sfidando consuetudini di cui la città è ormai stufa, allora il nostro mandato sarà stato inutile. Questa sfida deve partire dai giovani per aggregare tutti i migliori. Aggregherà cammin facendo, ma non può che partire da noi

Emiliano Santori – Capogruppo lista civica “Ritorna il Futuro”