La nomina di Branco scatena malumori e la reazione della Cgil

CIVITAVECCHIA – Era prevedibile e inevitabile. L‘incarico conferito a Silvio Branco all’interno di Città Pulita scatena il malumore tra i dipendenti, che da mesi ricevono ormai lo stipendio a singhiozzo, e provoca la risentita reazione dei sindacati. Ad alzare la voce è la Cgil Fp, attraverso il Segretario Diego Nunzi che, pur non nominando mai Branco fa chiaramente comprendere quanto la sua nomina sia ritenuta inopportuna, anche in riferimento alle competenze e ai titoli in suo possesso relativamente alle responsabilità assunte (rapporti con il pubblico e controllo di qualità del servizio).
“C’è da dire che ci vuole una grande fantasia, mettere in liquidazione una società, sostenere che i costi del personale della stessa sono troppo elevati e che vi sono esuberi, anticipare alle OO.SS. che sarà nuovamente richiesta la Cassa Integrazione, e, contestualmente, assumere nella stessa società di cui sopra – il suo esordio – Cosa dire? Complimenti! Davvero un bel segnale di discontinuità rispetto a chi ha condotto alla rovina le partecipate e i servizi. E meno male che la responsabilità era dei Sindacati, come deduceva qualche consigliere di maggioranza alcuni giorni fa… Si potrebbe discutere sulla utilità e sulla opportunità della operazione, e se ne potrebbe parlare per mesi; nulla cambierebbe la percezione dello schiaffo dato all’intera cittadinanza. Quando l’agire politico perde la misura della equità e della giustizia, quando chi rappresenta l’Istituzione si mostra con tale arroganza, allontana i cittadini dalla Politica e di conseguenza dalle Istituzioni stesse”.
L’analisi di Nunzi prosegue ancora più dura: “Su questa via finiscono le chiacchiere, è quando si scioglie la neve che si scopre cosa vi era sepolto, e questo disgelo ci mostra un volto diverso di un liquidatore, presentato alla stampa col blasonante nome di tagliatore di teste, che improvvisamente compie, lui, ciò che la cittadinanza, tutta, sapeva da mesi….assume nella stessa società e con gli stessi metodi dei clan precedenti. Ma per favore. Ai consiglieri di maggioranza, diciamo questo: fatelo su questo modo di gestire la cosa pubblica il referendum. Facciano oggi un bel referendum tra cittadini e lavoratori, chiedendo loro se ritengono lecita questa operazione, questo modo di gestire la cosa pubblica, questo modo di intendere la democrazia. L’ordine, lo sappiamo, è di Uno, ma il silenzio è e sarà interpretabile solo come condivisione”.