La Lega difende Salvini sull’aborto: “Parole strumentalizzate”

CIVITAVECCHIA – Dal Gruppo consiliare della Lega Civitavecchia riceviamo e pubblichiamo:

“Due ore all’insegna di valutazione dei problemi e idee propositive per una risoluzione, una base solida strutturata sulla interistituzionalità, un approccio ideale per costruire una realtà valida e alternativa. Ma pare che ciò non interessi a tutti. C’è chi preferisce estrapolare poche parole in un ampio discorso per una inattinente e insensata strumentalizzazione. C’è chi tira in ballo ancora l’indiscutibile diritto dell’IVG a tutela della maternità responsabile. C’è chi preferisce al riguardo rispondere con una sfilata di dati statistici ad un concetto che va affrontato anche nel dettaglio, mostrando di fatto di aver perso di vista cosa sia realmente la statistica. C’è a chi piace fermarsi al ridondante “La donna è l’unica che deve decidere”, anche a costo di contraddirsi nel fine, che è quello della libertà, tutela e salute, negando l’evidente e provando a far passare il concetto che 7 aborti in un anno nel 2020 possano essere una consueta realtà.
Poi, fortunatamente, c’è chi, con professionalità e dedizione, lavora e studia alternative concrete.
Ci preme evidenziare a tal riguardo quanto riportato da Luisa Regimenti, eurodeputata della Lega, medico legale e responsabile Sanità per il partito nel Lazio, in una nota proprio ieri.
“…..non si possono nascondere le difficoltà delle famiglie e di tutte quelle donne che spesso vengono lasciate sole a gestire una situazione che le segnerà per sempre. Le conseguenze di tutto ciò si riflettono inevitabilmente sul welfare sanitario, chiamando in causa problemi etici nel personale medico e infermieristico, ma anche alimentando l’illegalità e i pericoli per le donne che decidono di abortire in strutture non abilitate, tanto da mettere a serio rischio la propria incolumità”.
La prevenzione in questo contesto gioca un ruolo fondamentale a tutela della persona, quella stessa tutela richiamata proprio dalla legge 194/78 che all’ART. 1 afferma: “Lo Stato … riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio…”. Lo scopo della legge è, quindi, quello di tutelare la vita tutelando le donne che vivono la drammatica situazione di non potere scegliere di portare a termine una gravidanza.
E soprattutto, ed è la legge stessa a precisarlo nell’art. 1 “…L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è un mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi sociosanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite”.

Gruppo Consiliare Lega