CIVITAVECCHIA – La Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne è legge.
Grande soddisfazione per questo risultato. Ora auguriamoci che gli importanti obiettivi in essa prefissa diventino reali ed operativi. Nel suo intervento a favore del Ddl il Sen. Nencini, segretario nazionale del Psi, ha esposto tre ordini di considerazioni che vale la pena di ricordare.
La prima considerazione è che, accanto alla Convenzione, il Governo italiano e il suo Presidente del Consiglio dovranno lavorare per difendere in UE una sorta di “tavolato di diritti comuni”, che debba essere considerato un requisito fondamentale per tutti quei Paesi che intendano aderire all’Unione.
La seconda riguarda la necessità improcrastinabile di aumentare i fondi a disposizione dei servizi sanitari regionali per sostenere ed aiutare anche preventivamente – e naturalmente successivamente, quindi non solo per la parte educativa, ma anche per quella di sostegno – quanti subiscono violenze domestiche. “Vi sono già alcune esperienze regionali che vanno in questa direzione, ma interessano alcune Regioni-tipo: sono esperienze che hanno funzionato e, se hanno funzionato, possono diventare criterio condiviso dalle altre Regioni che ancora non hanno normative di tale natura” aggiunge il Segretario.
La terza ed ultima proposta: quella di dotarsi di un’istituzione nazionale che guardi ai diritti umani. L’Italia non ha ancora una struttura di questa natura. “Tale struttura potrebbe essere unificante delle varie esperienze periferiche ed avrebbe un senso se sedesse nella sua sede dovuta: la Presidenza del Consiglio”.
Angela Tandurella – Responsabile Psi Civitavecchia
Siamo sicuri che il Psi, da sempre sostenitore dei diritti umani, così come il Governo lavorerà in tal senso.
Perchè i diritti umani, così come ricordato dal Presidente Boldrini “sono sempre da rispettare da parte del legislatore e sono a lui previamente dati come valori di ordine superiore”.
Siamo pronti a difenderli e realizzarne un esempio di buona politica .







