La Cisl Fns: “Personale insufficiente nel carcere di Civitavecchia”

CIVITAVECCHIA – Sopralluogo della Cisl Fns, nella giornata di sabato 9 ottobre, presso il carcere di Aurelia a Civitavecchia. La delegazione era composta dal segretario generale Massimo Costantino, dal segretario generale aggiunto della Fns Cisl Roma capitale e Rieti, Ugo Di Francesco, e dal vice responsabile aziendale IIPP Civitavecchia, Gioiella Benedetto.

La visita odierna – riferisce in una nota il sindacato – ha verificato che l’istituto NC CC Civitavecchia ha una carenza di personale molto elevata, quasi 60 unità e che vi sono servizi che vanno a gravare sul personale a discapito dei diritti. Vi sono molti posti di servizio ma non vi è il numero necessario del personale per occuparli. Questa situazione produce accorpamenti di posti e sovraccarico per l’esiguo personale presente. Attualmente il carcere risulta sovraffollato di più 113 detenuti rispetto a quello previsti (capienza regolamentare 357, detenuti presenti 470). Per la Fns Cisl Lazio occorre più attenzione per il carcere del NC CC Civitavecchia, perché alcune unità di personale inviate mediante la mobilità nazionale non metterà mai piedi in tale sede perché provenienti da altre realtà, quali Gruppo operativo mobile. Durante tale visita abbiamo appreso che una sezione comune verrà convertita per detenuti AS, così come richiesto dal dipartimento amministrazione penitenziaria ufficio detenuti, detenuti provenienti dall’istituto di Frosinone, pare dopo che un detenuto AS sparò dei colpi con una pistola arrivata con un drone- che per fortuna non colpì nessuno – comunque al momento non sono noti i tempi di tale conversione”.

“La Fns Cisl Lazio – prosegue la nota del sindacato – evidenzia che, seppur con grave criticità e carenze, la polizia penitenziaria opera con spirito di abnegazionee professionalità al proprio compito a cui va un plauso. Ricordiamo, altresì, che vi è una protesta delle rappresentanze sindacali a livello nazionale poiché attualmente la politica penitenziaria sta compromettendo seriamente l’ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari a discapito soprattutto dell’incolumità fisica e psicologica del personale della Polizia Penitenziaria. Le condizioni di estremo disagio risentite dai colleghi e la grave compromissione della sicurezza degli istituti penitenziari, ancor più aggravate da una intollerabile compressione delle relazioni sindacali, hanno portato ad indire lo stato di agitazione del personale e l’interruzione di tutte le trattative ad ogni livello nazionale, di provveditorato e in ogni istituto penitenziario”.