CIVITAVECCHIA – Il recente dibattito sull’Area Metropolitana ha offerto all’opinione pubblica una gamma di argomentazioni piuttosto eterogenea, con cui detrattori e sostenitori si sono fronteggiati, mi soffermo su una in particolare, cioè che nell’area Metropolitana Civitavecchia diventerebbe un municipio di Roma, mentre entrando nella Provincia dell’Etruria saremmo protagonisti di chissà quali “magnifiche sorti e progressive”.
E’ un modo abbastanza demagogico di vellicare le pance dell’opinione pubblica, risvegliando quell’antico sentimento per cui (prendendo a prestito John Milton) è meglio essere primi all’inferno che secondi in paradiso. Eppure Civitavecchia in caso di entrata nell’area metropolitana non solo non diventerebbe un municipio romano mantenendo il suo status di comune, ma darebbe proseguo ad un’attinenza con la capitale che è già in essere, e lo è nei fatti.
Civitavecchia è il porto di Roma, lo è per fondazione, lo è storicamente, è diventato grande ed importante grazie ad i fondi arrivati per il Giubileo romano, ogni anno accoglie milioni di turisti che vi transitano per visitare la città eterna, non solo, la città stessa ha nella capitale un’interfaccia sociale essenziale: ogni giorno migliaia di civitavecchiesi vanno a Roma per lavoro, molti operatori culturali la scelgono per confrontarsi e crescere, e potrei continuare.
Le attinenze socioculturali con Viterbo non sono paragonabili, appigliarsi agli etruschi sembra più un goffo panegirico che una motivazione reale. Scegliere di rimanere in un ente provinciale quando questa riforma amministrativa lo rende di secondo livello, per paura che “a Roma saremmo una delle tante realtà locali” mentre con Viterbo saremmo protagonisti (di cosa non è dato sapere, forse di un progetto di sviluppo che non ci ha mai riguardato, visti i collegamenti interni col capoluogo dell’Etruria), rinunciando ai fondi Cipe, rinunciando a far parte di una realtà di dimensioni e potenzialità europee, significa non soltanto non accettare la sfida dei tempi, ma non comprenderla affatto.
Annalisa Tomassini – Consigliere comunale






