“Il voto di Civitavecchia deve far riflettere la Sinistra sociale e politica locale”

CIVITAVECCHIA – Mi aspettavo, a livello nazionale, un risultato importante del Movimento 5 Stelle che è riuscito, anche grazie alle capacità di un “uomo di spettacolo” come Grillo, a catalizzare una legittima rabbia e protesta contro un sistema “politico e sociale” ritenuto – complessivamente – responsabile della drammatica condizione nella quale versa il Paese.
Una critica radicale e profonda tesa, esplicitamente, a scardinare il Sistema, chiamando sul banco degli imputati tutto e tutti. Non solo i partiti, ma anche i corpi intermedi ad iniziare dai Sindacati. Una critica generica e indistinta quanto si vuole (ingenerosa nei confronti di un’organizzazione come la CGIL che quasi da sola si è opposta tenacemente alle politiche sbagliate e impopolari tanto del Governo Berlusconi che del Governo Monti) ma che – in ragione dell’ampio consenso ricevuto – deve essere tenuta in debita considerazione.
Questo ragionamento – a mio modo di vedere – assume maggiore urgenza in un contesto, come quello della città di Civitavecchia, dove il voto ha espresso connotati ancora più marcati di “protesta” nei confronti della politica e del sistema. Il M5S, infatti, si attesta – nelle elezioni per la Camera dei Deputati – al 34,66% battendo non solo tutti gli altri partiti ma anche le altre coalizioni (staccando la 2^ di centro sinistra di quasi 10 punti), con una percentuale abbondantemente superiore rispetto a quella ottenuta a livello regionale e nazionale.
E’ un dato che deve interrogare tutti, a partire dall’amministrazione comunale, le forze politiche di centro sinistra, le forze sociali.
Siamo di fronte ad una critica dalle dimensioni enormi che – per l’ampia forbice rispetto al dato della regione e della nazione – è rivolta pure nei confronti di tutti i soggetti che animano il funzionamento del sistema “politico e sociale” cittadino.
Influiscono certamente gli effetti di una crisi che, nel nostro territorio, risultano particolarmente pesanti in termini di perdita e riduzione di posti di lavoro e peggioramento delle condizioni economiche delle persone e delle famiglie.
Vi è però, anche, nel voto, una critica generale e complessiva riferita all’incapacità del sistema di affrontare e risolvere i problemi.
Come CdLT apriremo un confronto sull’esito del voto nel territorio, nonostante potremmo cavarcela sottolineando come la CGIL partecipa solo alle elezioni delle RSU nei posti di lavoro (dove quasi sempre si attesta come primo sindacato) e non alle elezioni politiche o amministrative.
Lo faremo perché non ci sfugge la portata di una critica e di una contestazione che, indirettamente, ci coinvolge. Lo faremo a partire dalle celebrazioni, imminenti, dei 120 della Camera del Lavoro di Civitavecchia, utilizzando i valori connessi ad una storia importante per rinnovarci e migliorarci, per rendere la nostra azione di tutela del mondo del lavoro e dei pensionati, volta all’interesse generale della collettività, sempre più all’altezza degli impegnativi compiti che questa stagione di crisi ci consegna.
Penso che anche per il centro sinistra politico locale, che attualmente amministra la città, si imponga una seria riflessione.

Cesare Caiazza – Segretario generale CdLT CGIL “Roma Nord Civitavecchia”