Il Consiglio auto convocato sull’acqua divide la maggioranza

CIVITAVECCHIA – Il Psi, sezione Sandro Pertini di Civitavecchia, si dichiara favorevole al Consiglio comunale auto convocato dal Comitato per l’acqua pubblica il prossimo 18 febbraio.
“Dal punto di vista del socialismo la democrazia di base – si legge in una nota del partito – la mobilitazione dei cittadini e la loro auto organizzazione sono elementi necessari e fondamentali della vita politica. Per questo motivo sostieniamo l’iniziativa e saremo presenti ribadendo la nostra posizione: l’acqua è un bene comune e deve rimanere pubblico. Come abbiamo già detto più di una volta, sostenuti in questo dal membro della segreteria nazionale del PSI e candidato alla Pisana Franco Bartolomei, che è personalmente intervenuto sul tema, il recente referendum che ha ribadito la tesi dell’acqua come bene pubblico ha chiuso definitivamente la partita, dicendo sull’argomento tutto quello che c’era da dire. Sull’acqua pubblica, semmai, è il caso di rilanciare mettendo in cantiere, una volta per tutte, una carta dei servizi relativa al comparto idrico, che identifichi con chiarezza gli obblighi del comune nei confronti dei cittadini”.
“Rivolgiamo infine un appello a maggioranza ed opposizione – conclude la nota – affinché non si vada ad uno scontro con i cittadini che, in quest’occasione, hanno ragione da vendere, ma che si arrivi ad un’assemblea pubblica in cui tutte le forze politiche siano presenti, prendendo atto di una verità cristallina: l’acqua di Civitavecchia non è in vendita”.
La pensa diversamente invece il Partito democratico, secondo cui “si fa confusione quando si dice che la maggioranza di palazzo del Pincio non vuole affrontare il tema dell’acqua, o addirittura avrebbe già deciso”. “Il Partito Democratico e tutti gli alleati di governo – si legge in una nota del Pd – con grande serietà e serenità si stanno confrontando sul tema vagliando laicamente tutte le ipotesi possibili con l’obiettivo primario di fornire il servizio migliore ai cittadini in termini di costi e di servizi. Riunioni sono state fatte ed altre saranno affrontate, con serietà e compattezza, che il centrosinistra ritiene preziose compagne di viaggio. Si fa confusione quando si pensa che chiunque possa convocare un consiglio comunale, un consiglio comunale si può chiedere, e ci mancherebbe, ma esistono delle figure deputate alla convocazione, figure elette democraticamente da una maggioranza votante, non autoincoronatesi. Altra cosa – concludono i democratici – è un’assemblea pubblica sull’acqua: l’argomento è delicato ed è giusto che diventi oggetto di dibattito e di approfondimento e che animi la partecipazione in maniera orizzontale”.