CIVITAVECCHIA – Rifondazione Comunista di Civitavecchia plaude e sostiene il movimento della scuola contro la riforma di Renzi. “Grazie alle imponenti manifestazioni di dissenso che anche a Civitavecchia hanno visto l’alternarsi di flash mob, sciopero generale del 5 maggio, manifestazioni cittadine e (da ultimo) un riuscitissimo sciopero degli scrutini – si legge in una nota del Circolo Pelosi – la riforma ‘La buona scuola’ è stata finalmente fermata in Parlamento. Lo stop non viene dalla dichiarazione di incostituzionalità della legge da parte della commissione del Senato ma bensì da un altissimo numero di emendamenti (più di 3000) che rendono arduo il suo procedere. Renzi, decidendo di fermare la legge e di rimandare il dibattito ad una conferenza nazionale sulla scuola a luglio (quando il mondo della scuola è in ferie), decide arbitrariamente di bloccare le 100 mila assunzioni promesse, vincolandole all’approvazione della possibilità da parte del Preside di reclutare il personale della scuola ‘per chiamata diretta’ e non in base alle graduatorie. Le assunzioni da parte del Governo sono invece un atto dovuto ed imposto dalla Corte di Giustizia europea, la quale aveva già intimato l’Italia a procedere all’immediata assunzione dei 200 mila precari da più di 36 mesi assunti con contratto a termine. Le assunzione dovrebbero essere approvate immediatamente con decreto d’urgenza, mentre sulla riforma della scuola vanno ascoltate le voci di chi nella scuola vive: i docenti, gli studenti, le famiglie”.
Il Prc sostiene con convinzione “la scuola come da Costituzione, difende il diritto allo studio, respinge la logica della premialità degli istituti ‘per merito’, boccia le molte forme di finanziamento pubblico alle scuole private e rigetta la trasformazione degli istituti comprensivi in ‘fondazioni’. Il disegno di legge prevede istituti scolastici capaci di autofinanziarsi con le donazioni ed il contributo economico delle famiglie, scardinando cosi i fondamenti diritto democratico: il diritto ad una scuola pubblica statale, uguale per tutti e di tutti; per questo – conclude la nota – il Prc si mobiliterà per il ritiro del Ddl”.







