“Il Pd si deve pronunciare chiaramente sulla privatizzazione del sistema idrico”

Edmondo CosentinoCIVITAVECCHIA – Parto dalle affermazioni contenute nella denuncia del Pd e negli articoli apparsi di ieri sulla trattativa o incontro che dire si voglia tra “emissari” della giunta Moscherini e Acea per la cessione o privatizzazione del sistema idrico di civitavecchia ad Acea Ato2,  trattativa in seguito confermata da una nota del Polo Civico. Non giudico la posizione del Polo Civico o di chicchessia in merito alla proposta di privatizzazione del sistema idrico, in democrazia è legittimo che ogni cittadino sostenga le proprie convinzioni, e francamente in questa storia non mi stupisce che ci siano anche riunioni “preparatorie” di quanto poi sarà portato in consiglio comunale, ma  detto in maniera molto chiara non stupisce più di tanto la visione “padronale” della politica e delle istituzioni della giunta Moscherini, che in questi anni ha dato ampie ed esaurienti dimostrazioni di come e cosa intendono per interesse “generale”; quello che stupisce, che lascia basiti, è soprattutto la presenza di un assessore provinciale per giunta del Pd, a tali riunioni.
Una “escursione”, grave, quella dell’assessore Civita, non solo dal punto di vista formale, ma anche politico, perché il Pd ha sempre manifestato contrarietà alla privatizzazione dell’acqua; queste situazioni creaano una certa “opacità” nelle relazioni tra “istituzioni” e partito locale, soprattutto sul percorso e sulla “autonomia” decisionale. Una “opacità”che solleva tanti interrogativi: perché non rendere pubblica la proposta d’AceaP Acea è disposta e quanto è disposta ad investire per il rifacimento della rete ridotta ormai ad un colabrodo: quali sono le ricadute occupazionali? Tutte domande che, penso, si pongono tutti i cittadini aldilà delle proprie convinzioni, domande legittime per un minimo di trasparenza e di chiarezza che non guastano mai, quando si “lavora” per il bene comune, come afferma il Polo Civico, e come penso lavori l’assessore Civita.
Penso che sia legittimo che l’assessore Civita abbia al riguardo della privatizzazione o affidamento una propria idea, ma questo “esula” dalle proprie prerogative istituzionali, e crea una “ingerenza” grave per quanto riguarda l’autonomia decisionale e politica del Pd locale.
Preoccupa la modalità  di queste “riunioni”, che richiama alla mente il falso mito di privatizzazioni e di liberalizzazioni fatte da un governo di falsi liberisti, perché in definitiva la legge Ronchi “regala” il business dell’oro blu ai privati, in completa assenza di trasparenza perché  non tocca assolutamente il nodo del come si svolgono le “gare”,  di qui l’opacità di certe riunioni e questo per me è preoccupante.
Qualcuno mi dirà il “solito”malizioso”, sospettoso, e posso immaginare le reazioni ma l’esperienza del passato non depone in favore della trasparenza, e sono esperienze che riguardano guarda caso, Acea.
L’insegnamento ci arriva dalla lettura di una sentenza con cui nel 2007 l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha multato l’Acea e la francese Suez (secondo azionista privato d’Acea, oggi, dietro Caltagirone), per un accordo di cartello (una sorta di “patto di non belligeranza”) nell’ambito del quale le due aziende avrebbero sostanzialmente eliminato la concorrenza in buona parte della gara del servizio idrico integrato che si sono svolte in Italia dal 2002.
Sono consapevole che la soluzione Acea è sostenuta da “tifosi” più o meno interessati dentro e fuori del Pd, ma anche su quest’argomento c’è da sfatare un altro il mito, il mito d’Acea come società pubblica. E’ bene ricordare ai “tifosi” d’Acea che in attesa della cessione delle quote del Comune, nel fratempo Caltagirone è salito al 14,75% oltre 9,98 di Suez, certamente i rappresentanti di Caltagirone in cda non saranno chiamati solo a prendere atto delle strategie del vertice. Se poi a questo aggiungiamo che la legge Ronchi all’articolo 15 del d.l. n. 135/2009, a sua volta convertito con modifiche nella legge n. 166/2009, recita che  “gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1° ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica, si riduca anche progressivamente, attraverso procedure ad evidenza pubblica ovvero forme di collocamento privato presso investitori qualificati e operatori industriali, ad una quota non superiore al 30 per cento entro il 31 dicembre 2012; ove siffatta condizione non si verifichi, gli affidamenti cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante, alla data del 31 dicembre 2012”.
Acea quindi dovrà scendere ad una quota non superiore al 30% entro il 31 dicembre 2012. Sorge una domanda: perchè collaborare con chi sta lavorando per privatizzazione del sistema idrico soprattutto in presenza di una proposta legge nazionale del Pd drasticamente contrario ad ogni privatizzazione dell’acqua? Queste domande esigono posizione e scelte politiche chiare e trasparenti, certamente i comunicati burocratici del segretario o “’esternazioni”di consiglieri comunali non possono  assolvere il Pd da un pronunciamento chiaro e trasparente sulla proposta di privatizzazione del sistema idrico.

Edmondo Cosentino – Direzione PD Civitavecchia