CIVITAVECCHIA – “Non abbiamo colori politici e partitici”. Lo ribadisce in una nota il comitato promotore per il referendum consultivo sul futuro assetto istituzionale di Civitavecchia, da giorni impegnato nella raccolta firme per indire la consultazione, per il quale non possono essere i Consiglieri comunali ad assumersi la responsabilità di decidere il futuro della città attraverso un semplice voto alla aula Pucci. “Per questo – affermano dal Comitato – riteniamo gravissimo e irresponsabile, se fosse vero, come riportato da alcuni giornali, che nei giorni scorsi il consigliere Lungarini abbia partecipato alla conferenza metropolitana per redigere la prima bozza delle norme metropolitane. Il giovane esponente della maggioranza ha fatto come quell’ingegnere che ancor prima di costruire un palazzo, vuole redigere il regolamento di condominio: i cittadini, però, vogliono essere ingegneri di un palazzo da loro stessi costruito. Cinquantacinquemila abitanti e trentasettemila elettori non possono rappresentati da un consigliere comunale oppure da un’amministrazione composta da una trentina di persone. Quindi, alla luce di ciò e salvo smentite da parte del Comune, riteniamo ancora più indispensabile che a decidere, se entrare nell’area metropolitana o nella Provincia dell’Etruria, siano gli stessi cittadini di Civitavecchia attraverso uno strumento democratico e collettivo come il referendum”.
Il Comitato si rammarica poi del fatto tra numerosi esponenti politici, “tanto di centrosinistra quanto, soprattutto di centrodestra, vi sia tanta ostilità nei confronti della consultazione popolare, come se la stessa facesse paura a qualcuno che, evidentemente, ha già deciso sottobanco da che parte dovrà andare la città”.
“Noi, comunque – concludono dal Comitato – non ci facciamo intimorire da questi giochetti di palazzo e proseguiremo a testa alta nella nostra battaglia che terminerà soltanto quando avremo raccolto le duemila firme che apriranno le porte al referendum, ergo alla vittoria democratica”.






