Il “Patto federativo” suona la sveglia sull’occupazione

Operai a TvnCIVITAVECCHIA – Mirko Cerrone, Mirko Mecozzi, Gianfranco Iacomelli e Francesco Cappellani suonano la sveglia alla politica cittadina. In una nota congiunta firmata come “Patto federativo” i quattro consiglieri comunali invocano risposte rapide dalla politica e dalle istituzioni di fronte alle ditte che a poco a poco stanno abbandonano il cantiere di Tvn e al futuro occupazionale sempre più incerto del territorio.
“Un effetto, questo – affermano – che aggrava una situazione socio-economica già debole ed in crisi, caratterizzata da alti tassi di disoccupazione sulla popolazione attiva, da un basso Pil pro-capite che ha spinto il pendolarismo verso la capitale a numeri vertiginosi. In poche parole a Civitavecchia il lavoro non c’è ed è necessario trovarlo fuori. Come può la politica stare ferma?
Il tema, in eterno conflitto con la tutela dell’ambiente, ha sempre diviso la città e le forze politiche con l’unico risultato di avvantaggiare l’Enel e assegnando tutti gli svantaggi alla popolazione; per altro, così facendo, le trasformazioni industriali e da ultima quella a carbone non hanno consentito, non diciamo una crescita, ma nemmeno una stabilizzazione del sistema industriale locale ad esso connesso. La storia si ripete da oltre un trentennio con gli stessi risultati negativi sul tessuto imprenditoriale, da sfiorare il masochismo”.
Preoccupazione viene poi espressa di fronte alla volontà del governo di procedere alla conversione nucleare della centrale di Montalto, riaprendo così a livello locale il dilemma e lo scontro sulla vocazione e il futuro del territorio. “Intanto – aggiungono – vi è da definire ‘una posizione’ sul destino
del 4° gruppo di Tirreno Power che ha visto un recente dibattito un Consiglio Comunale terminato con l’ipotesi di convocare un Consiglio aperto sull’argomento. In attesa di ciò – concludono i quattro consiglieri – riteniamo utile avviare una riflessione aperta a tutti i contributi che possa guardare i reali interessi della città e della sua collettività, che sia capace di coniugare l’emergenza occupazionale e la tutela dell’ambiente, che riduca ulteriormente gli inquinanti in atmosfera rispetto agli attuali, che chiuda a nuovi approvvigionamenti di carbone, ma che travalichi posizioni preconcnette e di parte, che possa aiutare ad unire e non a dividere la città. L’unico imperativo è fare presto”.