I lavoratori Minosse in sciopero l’intera giornata del 26 ottobre

CIVITAVECCHIA – Martedì 26 ottobre, come già annunciato, si svolgerà lo sciopero per l’intera giornata dei lavoratori Minosse, con presidio davanti ai cancelli della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord.

“I motivi della protesta sono noti – spiegano in una nota congiunta Alessandro Borgioni della FILT CGIL e Roberto Bonomi dell’USB – Il nuovo contratto sottoscritto da Enel e Minosse per lo scarico del carbone prevede in due anni un sostanziale dimezzamento dei lavoratori impegnati, con un primo consistente taglio delle attività da realizzarsi già dal prossimo mese di gennaio. Tale riduzione del personale sarebbe peraltro accompagnata da profondi cambiamenti dell’organizzazione del lavoro, ridotta ai minimi termini, e della stessa operatività delle grandi macchine per lo scarico del carbone. Come organizzazioni sindacali FILT e USB, insieme ai lavoratori, ci opponiamo quindi a queste scelte, tra l’altro prodotte quando forse si immaginava un processo di phase-out dal carbone molto più veloce. Nel diverso contesto che invece si sta delineando e con l’inverno alle porte, che notoriamente comporta un problema di gestione degli accosti, proprio non comprendiamo la volontà di confermare il descritto taglio delle attività, tanto più senza offrire alcuna garanzia per il futuro. Siamo tutti ben consapevoli che prima o poi si arriverà a una chiusura della centrale a carbone, ma questo non significa che i lavoratori che per anni hanno assicurato il funzionamento dell’impianto possano essere messi semplicemente alla porta. Per questo aspettiamo da Enel progetti alternativi di sviluppo che possano assorbire i lavoratori attualmente impiegati in centrale: progetti però che al momento mancano e su cui siamo pronti a dare battaglia”.

“Su questi argomenti – concludono – lunedì prossimo ci confronteremo quindi anche con l’Autorità Portuale, chiedendo anche riscontro dei chiarimenti che Enel, su richiesta della stessa Autorità, avrebbe dovuto già fornire riguardo le conseguenze sulla sicurezza della nuova organizzazione del lavoro, fermo restando che sui più ampi temi dello sviluppo auspichiamo sicuramente un maggiore coinvolgimento del Comune e della stessa Regione, che pure ha già dimostrato attenzione alle richieste delle organizzazioni sindacali. Il tempo delle promesse sta scadendo e i lavoratori si aspettano soluzioni concrete, capaci di offrire continuità occupazionale anche per il dopo centrale. Per perseguire questo obiettivo lo sciopero di martedì prossimo dei lavoratori Minosse è solo un primo passo”.