I lavoratori Enel protestano, Tvn si ferma

CIVITAVECCHIA – Pieno successo per lo sciopero odierno dei lavoratori di Torre valdaliga Nord contro il piano di ridimensionamento del personale da parte di Enel Spa. Sciopero proclamato dai sindacati Filctem Cgil, Uiletc Uil, Flaei Cisl , Usb.

La totalità dei lavoratori turnisti e giornalieri hanno partecipato allo sciopero – affermano in una nota unitaria i sindacati – per confermare la fortissima opposizione al processo di ristrutturazione imposto da Enel. Gli impianti della centrale sono stati fermati. Attualmente è in corso il presidio agli ingressi con una massiccia partecipazione dei Lavoratori”. Alle 10 il presidio si è spostato sotto il Piazzale comunale.

Diverse le prese di posizione politica a sostegno dei lavoratori in sciopero. “Totale solidarietà” arriva da La Sinistra. “Come già più volte sottolineato e come chiaramente espresso nel nostro programma elettorale – afferma il candidato sindaco Germano Di Francesco – riteniamo assolutamente necessario avviare da subito un tavolo operativo ai massimi livelli istituzionali per governare il processo di ‘decarbonizzazione’ con la dismissione di Torre Valdaliga Nord garantendo al contempo la sicurezza ambientale ed il mantenimento dei livelli occupazionali. Tali obiettivi possono essere perseguiti esclusivamente garantendo investimenti alternativi nell’ambito della ‘green economy’, nuovi posti di lavoro e compensazioni per il territorio”.

Solidarietà anche dal Consigliere regionale della Lista Zingaretti, Gino De Paolis. “Siamo vicino ai lavoratori Enel in sciopero, per protestare contro un piano di ristrutturazione che metterebbe in seria difficoltà decine e decine di famiglie, dei dipendenti e dell’indotto.Per questa ragione stamattina mi sono recato davanti ai cancelli della centrale TVN. Non solo per esprimere la mia solidarietà, ma anche per mettere a disposizione quanto nelle mie competenze, attivando la Regione Lazio e l’Assessore al Lavoro Claudio Di Berardino. Apriremo dunque un Tavolo di concertazione, ascoltando tutte le parti in causa, così come è stato fatto dalla Regione anche per altre delicatissime vertenze. Al Sindaco Cozzolino invece chiediamo un maggiore protagonismo, attivando subito l’Osservatorio locale sul processo in corso, che sarebbe di grande aiuto in questo momento. C’è di certo però che l’atteggiamento di Enel deve essere di assoluto rispetto del territorio, che in questi anni ha subito la presenza di una attività così impattante sul piano ambientale, e dei lavoratori, che hanno sempre assolto ai loro compiti con dedizione e serietà. Occorre in altre parole che il processo di uscita dal carbone sia un percorso concordato, in cui non vi sia la perdita di neanche un posto di lavoro. Sarebbe assurdo infatti immaginare qualcosa di diverso, dopo tanti anni di servitù”. “Dobbiamo avere il coraggio e l’ambizione – conclude De Paolis – di cogliere questo momento come una opportunità per l’intero quadrante e lavorare per trasformare quella realtà produttiva in una eccellenza per l’Italia: un luogo che rispetta l’ambiente, puntando sulla produzione di energia pulita, e che produca lavoro sano e sicuro. Noi dalla Regione Lazio siamo già a lavoro in questa direzione”.

Presa di posizione anche da parte del candidato Sindaco del centrosinistra, Carlo Tarantino: “Sugli schermi di Civitavecchia stanno proiettando l’ennesimo film già visto, con l’Enel che va verso la progressiva dismissione del carbone, prevista nel 2025, ma che non fornisce alla collettività chiare indicazioni sul progetto futuro del sito. E intanto fa sapere che saranno 97 i posti di lavoro in meno (200 considerando l’indotto). E tutto questo è semplicemente inaccettabile per una città che ha già pagato a caro prezzo una servitù ambientale che dura da oltre settanta anni. Le aziende dell’indotto sono al collasso: alcune hanno già chiuso, altre sopravvivono con contratti di solidarietà e non sono in grado di sopportare un nuovo schiaffo in arrivo sul volto di una città martoriata. Non possiamo non sottolineare come il quadro odierno sia il risultato della posizione delle vecchie amministrazioni di centrodestra che hanno steso un tappeto rosso al colosso energetico, approvando il passaggio al carbone. Si tratta dello stesso centrodestra che adesso arruola nel proprio organico personaggi pronti a fare carte false per proporre l’utilizzo della spazzatura al posto del carbone. Chiediamo fermamente all’Enel di elaborare un piano industriale che abbia al primo punto il mantenimento dei livelli occupazionali, la salvaguardia ambientale e la tutela della salute pubblica. Non abbiamo bisogno di elemosine ma della certezza di poter partecipare da protagonisti a scelte che avranno un impatto significativo sulle prospettive della città e dei suoi abitanti”.