“Ho votato Moscherini, mi sono ricreduto”

emiliano santoriCIVITAVECCHIA – Rispondo con ordine alle domande del Popolo della città, sperando di poter cessare questa polemica che è diventata inutile ai cittadini, visto che non ci si confronta più su temi di interesse generale (giudizio su un’amministrazione, opportunità di governo ecce cc).
Faccio notare subito che il Popolo della città non nega nessuna delle critiche rivolte alla precedente amministrazione, ma è ovvio visto che non ne ha preso parte! Evidentemente però il giudizio globale su Moscherini & co., salvo qualche dichiarazione di facciata, è stato positivo, se, dopo essere stato ignorato sulla richiesta di primarie nel centrodestra, il suo presidente Cacace ha ugualmente deciso di candidarsi in una lista che appoggiava il sindaco uscente e dove vi erano candidati nelle liste moltissimi degli amministratori delle sue giunte.
Sull’appartenenza politica posso dire di non aver mai militato in associazioni o partiti afferenti a nessuno schieramento, quindi se mi si chiede di che colore è la casacca che porto rispondo: il colore della mia pelle. Io credo semplicemente che le idee abbiano il dovere di fare i conti coi fatti, o si rischia un approccio “teologico” al concetto di appartenenza, credo che la buon amministrazione è buona amministrazione, al di là del colore, per me quella di Moscherini e dei suoi non lo è stata, per Cacace forse era soddisfacente, se si è candidato nello schieramento che voleva perpetrare lo scempio altri cinque anni.
Continuando, io sono una di quelle migliaia di persone che avevano creduto nel 2007 che Gianni Moscherini avesse veramente messo in piedi uno schieramento trasversale che superasse steccati ideologici per puntare al buongoverno della città, un autentico governo del fare. Visto il fiasco clamoroso mi sono non solo ricreduto, ma per timore che non lo avessero fatto in abbastanza ho deciso di metterci la faccia contro la sua ricandidatura. Se opporsi alla gestione della cosa pubblica vista in questi cinque anni significa stare nel centrosinistra allora il mio posto è lì.
La differenza è tutta questa, io ho votato le larghe intese nel 2007, e verificato il fallimento di tale esperienza ho scelto di candidarmi in alternativa per sostenere Pietro Tidei, Il “popolo della città” invece è talmente “terzo” rispetto a Moscherini che lo vorrebbe di nuovo sindaco. Anziché indagare il mio pedigree rivolgano queste domande al loro candidato sindaco, ex sindacalista, ex socialista, ex Ds, ex pretoriano di Storace, ora PdL e poi chissà: va dove ti porta la poltrona. Ma forse anziché fare le analisi del sangue al loro candidato sindaco, per gli elettori del centrodestra il “Popolo della città” potrebbe fare un servizio migliore: chiedere chiarimenti (ma che siano seri) sulla sua accusa di corruzione.

Emiliano Santori