CIVITAVECCHIA – Nuova spaccatura su Hcs tra Comune e Sindacati. Sembra quasi di sì a giudicare dalla doppia, distinta e contemporanea convocazione di una assemblea dei lavoratori delle municipalizzate rese note a breve distanza di tempo l’una dall’altra. La prima è stata convocata ieri dal Sindaco Pietro Tidei attraverso una lettera aperta ai lavoratori.
“Come ormai a voi noto si avvicina una data importante nel percorso intrapreso per arrivare ad una soluzione societaria soddisfacente per tutti – il testo della sua missiva – Per evitare il fallimento, entro il 7 maggio dovremo infatti presentare al Tribunale un piano di risanamento credibile: che dica come pagare 27 milioni di debiti; che mostri una ‘nuova società’ che non genera sistematicamente perdite. Per di più la credibilità del progetto dovrà essere certificata da un ente terzo di revisione. Il piano comporterà sacrifici, gli stessi sacrifici dei quali con onestà ho sempre parlato mai nascondendo mai minimizzando ai vostri occhi le difficoltà del momento. Con altrettanta sincerità vi dico che sono certo che riusciremo a salvare tutti i posti di lavoro e che in questo quadro ritengo il ricorso alla Cassa integrazione necessario ma del tutto momentaneo. Riorganizzeremo insieme ai sindacati organigrammi e processi industriali puntando al riassorbimento dei cassintegrati quanto prima possibile. Certo questo comporterà sacrifici da parte di tutti ed un riequilibrio generale delle piante organiche, e conseguentemente degli stipendi. Il tutto in nome della solidarietà sociale che si deve necessariamente coniugare con il miglioramento di un servizio che, attualmente, lascia nei cittadini un generale senso di insoddisfazione”.
Una situazione complessiva che sarà illustrata nella assemblea convocata da Tidei per venerdì 12 aprile alle ore 15:00 all’aula Consiliare Pucci.
Ma lo stesso giorno, alla stessa ora, ma nel salone dell’Autorità portuale, anche i sindacati hanno convocato i lavoratori di Hcs, con analoghe motivazioni e senza nascondere nuove perplessità rispetto all’operato dell’Amministrazione comunale e critiche allo stesso sindaco. “L’ipotesi, presentata dall’Amministrazione comunale nella Commissione Bilancio dello scorso 29 marzo – si legge in una nota congiunta a forma di Cgil, Cisl, Uil, Usb e Ugl – presenta criticità da noi ritenute insuperabili e che abbiamo da subito denunciato. Abbiamo, più volte, invitato il Sindaco Tidei a chiedere congiuntamente una riunione d’urgenza alla nuova giunta regionale per individuare anche altri possibili percorsi e strumenti per risolvere i problemi che ci troviamo davanti. In uno sforzo di responsabilità, abbiamo chiesto di evitare proclami e dichiarazioni che avevano l’unico effetto di avvelenare ulteriormente un clima già molto teso. Dato che ad oggi siamo pressoché allo stesso punto in cui ci trovavamo tre settimane fa in prefettura, con l’aggravante di aver perso altri 20 giorni rispetto al 7 maggio, giorno in cui il tribunale dovrebbe decidere sull’ipotesi di fallimento dell’intera Holding, e preso atto che la voglia del sindaco, di pontificare sui giornali locali, prevale su quella di discutere insieme al sindacato, le OO.SS hanno deciso di intraprendere il seguente percorso: dichiarare la propria indisponibilità a proseguire il confronto in sede locale, ritenendo urgente e indispensabile spostare rapidamente la trattativa in Regione; illustrare, pubblicamente, in una conferenza stampa, le proprie serie proposte finalizzate a salvaguardare l’occupazione, difendere il carattere pubblico dei servizi e migliorare gli stessi, riducendo le tasse sui cittadini; convocare l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici di Hcs e delle Sot, per ottenere il necessario mandato per sostenere le proposte che intendiamo presentare e, anche, per contrastare l’atto enorme, per gravità, compiuto dal Sindaco Tidei che, promuovendo una riunione con tutti i dipendenti delle municipalizzate, tende ad esautorare e a delegittimare il ruolo del Sindacato attraverso pratiche di ‘cesarismo’ inaccettabili e intollerabili.”
Lo scontro, stavolta a colpi di assemblee, è di nuovo servito.







