Hcs, i sindacati confermano lo sciopero: “L’Amministrazione cambi linea”

CIVITAVECCHIA – I sindacati confermano lo sciopero dei lavoratori Hcs indetto dai sindacati per il prossimo venerdì 22 aprile e richiamano alle proprie responsabilità Giunta e Consiglio comunale in questo delicato momento della vertenza sul futuro delle municipalizzate cittadine. Un richiamo mosso alla luce di alcune posizioni dell’Amministrazione che il sindacato continua a criticare.
“Mantiene l’ipotesi di privatizzazione del trasporto pubblico e dell’igiene ambientale – si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl, Uil, Usbe Ugl – esponendo questi servizi al pericolo di speculazioni in un momento nel quale, solo per fare un esempio, Roma è in piena crisi dei rifiuti e tutti cercano disperatamente un buco dove scaricare l’immondizia di 3 milioni di persone e magari una fornace accesa (vedi le centrali di TorreValdaliga) dove bruciarla; apre un prospettiva di discriminazione inaccettabile tra i lavoratori che saranno incorporati in Civitavecchia Infrastrutture e quelli che invece rimarranno fuori da quella ipotesi, con il risultato di penalizzare i servizi alla cittadinanza e di non attaccare minimamente i privilegi creati da anni di clientelismo sfrenato; privilegi che tanti denunciano ma sui quali pochi hanno davvero intenzione di fare qualcosa. Allo stesso tempo, diminuisce l’ambito dove intervenire per riorganizzare il lavoro e le piante organiche del personale, con l’obiettivo di rendere questi servizi davvero efficienti come tutti chiedono a gran voce. Nel portare avanti l’unica soluzione che il sindaco ha sempre avuto in mente, s’arriva a ostacolare persino il confronto in Regione, tanto che ad oggi non risulta nessuna richiesta di incontro da parte dell’Amministrazione Comunale, impedendo nei fatti la verifica tutti gli strumenti disponibili per risanare l’enorme debito accumulato che riguardano ambiti di pertinenza sovra comunale”.
Motivi che, per i sindacati, obbligano il sindacato ad interrompere le relazioni con l’Amministrazione proclamando la giornata di sciopero indetta per il 22.