Guerrieri senza armi

CIVITAVECCHIA – Il dato di oggi di 627 morti a livello nazionale è un pugno nello stomaco. Ci dà la consapevolezza che tutto quello che possiamo fare per ogni singola persona, paziente, medico, operatore sanitario deve essere fatto. Il Sindaco Ernesto Tedesco ha emesso l’ordinanza che vieta tutte le attività all’aperto. Condividiamo la sua scelta. E’ importante che i cittadini limitino i loro spostamenti il più possibile. Anche perché il focolaio alla casa di cura Madonna del Rosario ma soprattutto quello all’ospedale di Civitavecchia crea forte apprensione. Ad oggi sappiamo che tutto il personale dell’ospedale è in sorveglianza attiva, tutto il personale. Ma il tampone è stato fatto solo agli operatori di medicina e a chi ha prestato attività in quel reparto, a tutti gli altri no. Che senso ha metterli tutti in sorveglianza attiva e quindi considerarli al pari dei positivi/asintomatici o a rischio, perché entrati in contatto con persone positive, e poi farli lavorare? Che senso ha metterli tutti in sorveglianza attiva se poi si fanno rassicurazioni che è tutto sotto controllo, che tutto va bene, che la cosa si può contenere? Quanto ancora i medici, gli infermieri e tutti gli operatori devono subire prestando un servizio essenziale, che fa la differenza tra la vita e la morte delle persone, ma senza dispositivi di sicurezza adeguati, a rischio per loro e per gli altri. Inoltre è importante sapere la data del primo contagio non contenuto perché stiamo ricevendo tante segnalazioni da cittadini risultati positivi o che hanno i sintomi Covid-19 in attesa di tampone e che ritengono di essersi contagiati per assistere i loro famigliari in ospedale. Quando sono state sospese le visite degli esterni ai pazienti nei reparti? Fino a quando sono stati fatti interventi in sala operatoria? Le visite negli ambulatori? Soprattutto ancora chiediamo cosa non ha funzionato per far sviluppare un focolaio. Questa notizia non deve passare come se fosse una cosa normale  in ospedale perché di certo non si parla di un focolaio allo Spallanzani eppure lì i ricoveri Covid-19 superano alla grande il numero dei nostri. Se facciamo due conti tra incubazione, manifestazione dei sintomi, tampone e risultati arriviamo più o meno a primi di Marzo; in quella data qualcosa nei protocolli di sicurezza non ha funzionato. I medici, gli infermieri, tutto il personale e la città hanno diritto a una risposta. Ad oggi secondo i dati ufficiali sono 17 i positivi Covid tra degenti e personale sanitario (escludendo i parenti) su un totale in città di 47/50 positivi (neanche i numeri sono chiari).

Roberta Piroli