Giganti su strada: l’autotrasporto contro il coronavirus

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CIVITAVECCHIA – Ogni giorno vediamo in televisione le grandi difficoltà cui va incontro il personale sanitario. Ospedali saturi, stanze improvvisate per la terapia intensiva e spesso medici e infermieri senza le adeguati protezioni a combattere in prima linea.

Ci sono però molte altre categorie che lottano altrettanto nelle retrovie per garantire merci e servizi. Una di queste è l’autotrasporto. I giganti della strada che spesso sono stati accantonati, tacciati come categoria inquinante, oggi più che mai lavorano per garantire le merci sugli scaffali dei supermercati. Diventano un punto di congiunzione della filiera.

Anche loro sono costretti ad un duro sacrificio con un braccio legato dietro la schiena. Le stringenti normative, ad esempio, sui tempi di guida, sono state motivo di scontro. Aziende estere che non rispettano le leggi creano importanti disequilibri economici, mentre la guerra dei prezzi ha creato un forte dumping sociale.
Oggi la categoria riceve deroga ai tempi di guida per l’emergenza, mentre prima veniva multata anche per pochi minuti di guida oltre il limite consentito, per rientrare a casa, il tutto in nome della sicurezza. Non si trovano più zone di sosta dove poter accogliere il trasportatore o comunque sono soggette a rigide norme poste a lotta dell’epidemia. Spesso i locali sono chiusi e il trasportatore non trova un riparo dove mangiare o riposare adeguatamente.
Per questi motivi la categoria richiama il Governo alla necessità di una riforma dell’autotrasporto immediata. I trasportatori sottopagati e il mercato drogato da concorrenza spesso sleale fatta da guerre dei prezzi al ribasso chiamano all’urgenza di regole per evitare il collasso del sistema di trasporto italiano.

La situazione locale non differisce di certo dal resto d’Italia e ne parla alla nostra testata il rappresentante locale di ASSOTIR Patrizio Loffarelli: “Civitavecchia – afferma – vede una realtà del trasporto merci locale estremamente importante, con un ruolo chiave economicamente e socialmente. Molte famiglie dipendono dalle imprese dell’autotrasporto e dal circuito della filiera di cui siamo un anello importante. Quello che mi auguro è che cittadini e amministratori abbiano la memoria lunga e che l’impegno dell’autotrasporto in questi giorni venga ricordato. Serve maggiore attenzione nei confronti dell’imprenditoria locale dell’autotrasporto perché Civitavecchia, purtroppo, è stata e sarà territorio di conquista delle flotte. Rischiamo una guerra che distruggerà quel tessuto imprenditoriale locale di cui non si può fare a meno. È bene quindi che si inneschi una solida collaborazione tra imprese locali e quelle gli enti che erogano servizi, dando sostegno all’economia imprenditoriale più di quanto si fa oggi. Nel merito è necessario che la politica si faccia carico di intermediario tra il porto le grandi stazioni appaltanti, e le imprese, sensibilizzando alla collaborazione con l’imprenditoria locale e rilanciando le attività economiche che, uscite con le ossa rotte da questa guerra contro il COVID-19, dovranno trovare il modo di ripartire nel più breve tempo possibile”.

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