Gas a Torre Sud, Lega sotto accusa

CIVITAVECCHIA – Hanno lasciate strascichi le parole dei consiglieri leghisti dopo la rinuncia di Tirreno Power al progetto di riconversione a gas del quarto gruppo di Torre Valdaliga Sud. Nelle parole del gruppo consiliare salviniano, infatti, è emerso un rammarico che ha lasciato più di un sospetto sulla politica energetica della Lega a Civitavecchia.

“Il partito del Sindaco Tedesco ha scoperto le carte mostrando la sua vera faccia – commentano dal Gruppo consiliare del M5S – Cosa dice il Sindaco? Tedesco se ci sei batti un colpo! Perchè o Tedesco è d’accordo con il suo gruppo consiliare (!) oppure con l’uscita odierna è stato sfiduciato dal suo stesso gruppo consiliare. Lascerà anche lui, come il sindaco di Tarquinia, il partito che ha platealmente smentito tutte le sue dichiarazioni? O forse il Sindaco è d’accordo con loro? Basta silenzi e faccia chiarezza!”.

Censura le parole leghiste e invoca chiarezza anche il consigliere comunale del PD, Patrizio Scilipoti: “La gravità delle affermazioni del leghisti locali risiede nella descrizione che ne scaturisce del nostro territorio, debole e rassegnato, con il cappello in mano, prono e pronto ad elemosinare le briciole che cadono dal piatto di qualsiasi proposta industriale. Diciamolo chiaramente, l’unico ‘beneficio’ che ENEL può portare sul territorio è quello del lavoro ma è tristemente sotto gli occhi di tutti come nel corso dei decenni, i posti di lavoro sono stati drasticamente ridotti (e con la riconversione a gas ne perderemo addirittura un ulteriore 90% degli attuali) e gli appalti per i servizi di manutenzione sono ormai al limite del pareggio per le aziende che li effettuano. La riconversione a turbogas (anacronistica) appare quasi come una foglia di fico in un momento in cui occorre rilanciare proposte di sviluppo innovativo ed avere il coraggio di realizzare quei progetti che guardano al futuro e che sono al centro di tutto l’asse finanziario dei fondi Next Generation EU. Riteniamo che le strade da percorrere siano altre e ci batteremo in tutte le sedi competenti e nelle strade e nelle piazze della città per ribadire il nostro deciso NO alla riconversione a turbogas della centrale di Torre Valdaliga Nord. Una cosa è certa, se per ENEL il futuro energetico di Civitavecchia è il gas, per Civitavecchia il futuro sarà senza gli impianti di ENEL con buona pace del gruppo Consiliare della Lega. Appalti, lavoro, investimenti e salvaguardia ambientale nasceranno copiosi dalla realizzazione del progetto di bonifica del sito che ENEL sarà obbligata ad effettuare dopo lo spegnimento definitivo della centrale di Torre Valdaliga Nord. Nuove opportunità sia per lo sviluppo portuale (con la possibilità di utilizzare nuove banchine) che per quello turistico – archeologico ed ambientale, valorizzando un patrimonio, quello della Frasca, che non ha eguali sul territorio”.

Sulla stessa linea il Comitato SOLE (Salute Opportunità Lavoro Ecologia): “Il gruppo della Lega sbaglia quando attribuisce la politica del ‘non fare’ a quella dei tanti comitati ed associazioni impegnate sul territorio. Se di stasi, passività ed immobilismo vogliamo parlare le uniche che vediamo sono quelle di chi non ha alzato un dito a favore di un futuro diverso per Civitavecchia dimostrando indolente accettazione di prospettive energetiche, ormai anacronistiche. Il Comitato Sole e tutte le altre associazioni firmatarie del Manifesto per la Città si sono schierate da subito per orientare scelte politiche e chiedere il coraggio e la lungimiranza di una svolta green per Civitavecchia. Non siamo così sciocchi da pensare che nella transizione ecologica non ci sia bisogno ancora di gas, ma – lo abbiamo detto in tutte le salse – che, a conti fatti, sono sufficienti le attuali centrali a gas, magari con un maggiorato numero di ore di lavoro temporaneo. Noi chiediamo a tutte le forze politiche che – compresa la Lega – hanno votato in Consiglio Comunale contro i progetti di nuove centrali a gas di non retrocedere di un palmo da questa posizione nonostante gli ultimi affondi del Decreto semplificazioni con cui il Governo vorrebbe impedire alle Regioni di dire la propria a riguardo. Inoltre chiediamo a Tirreno Power, che nel suo comunicato dichiara di essere pronta a focalizzarsi sugli ambiziosi obiettivi della transizione ecologica dettata dall’ Europa, di investire insieme ad Enel, a Civitavecchia nei progetti alternativi. Mai come ora il ruolo della politica è importante. Incoraggiamo il sindaco Tedesco a perseguire nei suoi impegni e plaudiamo la Regione Lazio che con il suo neoassessore alla Transizione Ecologica, Roberta Lombardi, sta spingendo nella direzione delle fonti rinnovabili. È solo una questione di scelta, decidere da quale PARTE STARE. Tutte le altre proposte, sostenute dal comunicato della Lega, appaiono obsolete, neppure in grado di garantire l’occupazione in termini di quantità e qualità perché ormai lo sanno anche i bambini che i nuovi turbogas non darebbero occupazione a più di 50 unità di lavoratori. La Lega ha deciso di stare dalla parte del passato?”.

Dure critiche inoltre da parte del Collettivo No al Fossile: “La Lega locale, parla maldestramente di investitori in fuga e occasioni mancate per la creazione di nuovi posti di lavoro sul territorio. Dichiarazioni sconcertanti, che fanno a cazzotti con la realtà dei fatti e che qualificano evidentemente chi le ha scritte.  Per quanto ci riguarda, non ci interessa molto perdere tempo con chi mente sapendo di mentire, ma rispetto a queste gravi dichiarazioni è bene precisare due cose.  Primo: gli investimenti previsti per la realizzazione di nuovi impianti turbogas in Italia, una volta vinte le aste gestite da Terna, sarebbero profumatamente risarciti dal meccanismo del capacity market che prevede un compenso di ben 75.000 euro per ogni megawatt installato, elargito sempre, anche a centrale spenta, alle società aggiudicati. In questo caso, vorremmo far notare ai poco attenti consiglieri della Lega, che gli investimenti di cui si parla sarebbero risarciti con i soldi pubblici e con quelli delle bollette pagate dai cittadini, ed è stata probabilmente l’incertezza di aggiudicarseli atteaverso le aste del capacity payment che ha spinto Tirreno Power a rinunciare ai progetti di Civitavecchia e Vado Ligure. Altro che investitori coraggiosi e capitali privati in fuga. Il secondo punto sul quale vale la pena soffermarsi è quello che ci sta più a cuore e riguarda la tutela occupazionale di Civitavecchia e del suo comprensorio. Come i leghisti locali dovrebbero sapere, visto il ruolo che ricoprono, le incertezze legate alla decarbonizzazione italiana e in particolare al phase out dal carbone che si vorrebbe realizzare a Civitavecchia hanno messo in evidenza enormi criticità, proprio rispetto alla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali cittadini e comprensoriali. Non è un caso che in diverse occasioni, soprattutto durante gli scioperi del comparto metalmeccanico di TVN, molte organizzazioni sindacali abbiano denunciato che la  realizzazione di nuovi gruppi turbogas a Torrevaldaliga in sostituzione della vecchia centrale a carbone comporterebbe la perdita di circa 500 posti di lavoro. Quindi, anche se i consiglieri della Lega fanno finta di non saperlo, con le nuove centrali a gas il nostro territorio rischierebbe di perdere in pochissimi anni, oltre che la dignità, anche centinaia di posti di lavoro”. “Il sindaco Tedesco chiarisca subito se il suo no al gas è ancora valido – concludono dal Collettivo – o se, al pari del suo ex collega De Sio ai tempi del carbone, ha improvvisamente cambiato posizione”.

E contro la Lega si scaglia anche l’associazione politica Città Futura:  “Ci rifiutiamo di pensare che l’uscita dei leghisti nostrani sia “ispirata” dall’Enel, siamo più propensi a credere ad una estemporaneità che, appunto, o nasconde qualche interesse oppure si tratta di una provocazione che mira a creare una crepa nel fronte cittadino, granitico nella posizione di contrarietà ai fossili. In entrambi i casi, evidentemente, ora il Sindaco dovrà chiarire, anche di fronte alla città”. “Nel merito: accetteremmo di ragionare intorno ad un modello di sviluppo che contemplasse che Civitavecchia resti anche polo energetico nazionale, ma solo se l’energia provenga esclusivamente da fonti rinnovabili: è ormai ampiamente dimostrato, solo dall’economia verde nascono nuove opportunità per le imprese e posti di lavoro di qualità e gli investimenti sono molto più remunerativi. Enel, che è una grande azienda e ha il know how per poter essere protagonista di questa epocale svolta green, visto che sta realizzando progetti di energie alternative in altri paesi del mondo, sarebbe la benvenuta. Diversamente, saluteremmo la notizia del suo abbandono con estrema soddisfazione”.