Garcia: “Seport in difficoltà per la crisi del Porto”

garciaCIVITAVECCHIA – Una risposta lunga e circostanziata quella del Presidente della Seport Gino Garcia agli attacchi piovutigli trasversalmente in questi giorni per la gestione della società. Accuse che Garcia respinge fermamente addebitando la situazione di difficoltà dell’azienda ad una crisi oggettiva di tutto lo scalo e non ad errori personali di conduzione. Di seguito la sua replica integrale.

“Gli attacchi politici portati alla S.E.Port tramite gli organi di informazione locali necessitano di alcuni chiarimenti di natura tecnica che il Consiglio di Amministrazione di cui sono Presidente mi ha chiesto di divulgare a mezzo stampa.
All’interno della S.E.Port è stato raggiunto un accordo sindacale con tutte le rappresentanze sindacali presenti in azienda (ad eccezione dell’Ugl) votato dai lavoratori con un solo voto contrario e sette astensioni, che ha stabilito l’utilizzo di contratti di solidarietà che a fronte di una riduzione del monte orario settimanale del 33% (ogni lavoratore passa da 36 a 24 ore settimanali fino al 30 aprile 2011) comportano, grazie ai rimborsi INPS, una perdita effettiva in busta paga che oscilla tra i 70 ed i 90 euro per lavoratore.
Questa soluzione permette alla società di affrontare un periodo in cui l’attività è ridotta per la stagionalità dei traffici senza tagliare posti di lavoro.
La dirigenza S.E.Port non ha mai parlato di diminuzione degli attracchi, il calo di fatturato deriva da una flessione dei conferimenti dei rifiuti ad opera delle navi che di fatto hanno determinato una riduzione di circa 350.000 Kg di rifiuti gestiti dalla società rispetto al 2009 provenienti dalle navi.
La S.E.Port infatti agisce in regime di ‘monopolio’ all’interno del porto di Civitavecchia ma è in concorrenza con gli altri porti italiani europei e mediterranei poiché le navi possono optare per il conferimento di tante tipologie di rifiuti presso altri scali che hanno tariffe più convenienti.
Durante questa Presidenza, sono state acquisite nuove commesse che hanno portato a nuovi contratti, come ad esempio: integrazione del contratto di pulizia delle banchine delle navi da crociera, contratto di pulizia delle banchine Enel, contratto di pulizia banchine dal carbone gestite da Minosse, contratti per il servizio di assistenza agli operatori portuali per l’iscrizione al sistema Sistri, contratto per il monitoraggio della rete fognaria portuale.
La crisi che ha investito tutto l’ambito portuale e la S.E.Port non è stata ‘improvvisa’ poiché in azienda monitoriamo attentamente i dati mensili e quando nel giugno 2010 abbiamo avuto evidenza del calo dei rifiuti conferiti, ci siamo prontamente attivati per trovare soluzioni che consentissero aumenti dei ricavi e riduzioni dei costi senza perdita di posti di lavoro.
La ‘documentazione ufficiale’ della società oltre ad essere fornita agli organi di controllo nell’ambito delle comunicazioni previste dalla legge è stata fornita anche ai sindacati. A che titolo i partiti e i politici chiedono ad un C. di A. i piani di sviluppo ed investimento di un’azienda privata?
Da quando sono Presidente mi assumo quotidianamente le mie responsabilità davanti al CdA della S.E.Port di cui sono rappresentante e che ripone in me la fiducia. Stiano tranquilli tutti quelli che attaccano strumentalmente il mio operato, qualora avessi compiuto degli errori i soci, che materialmente finanziano l’azienda, mi avrebbero allontanato e senza solidarietà”.