Galletta: “Lo sviluppo portuale non può andare oltre la centrale”

necropoli mattonara 2CIVITAVECCHIA – Rispondo volentieri al consigliere di minoranza Dimitri Vitali sulla questione della realizzazione del Termina Asia ricordando per l’ennesima volta che nel programma del centrosinistra è certamente stato scritto di sviluppare il porto ma è anche sottolineato a chiare lettere che lo sviluppo portuale non può e non deve andare oltre la centrale Enel, visto che oltre l’impianto di produzione energetica vi è la costa e la pineta della Frasca, ultimo polmone verde e tratto fruibile a disposizione della nostra città.
Mi dispiace che il consigliere Vitali non abbia compreso il concetto principale del programma del centro sinistra, ergo glielo riscrivo in maniera più elementare riprendendo il pensiero che ho espresso più volte, soprattutto in campagna elettorale e per il quale concetto ho ricevuto quel consenso elettorale che oggi, mi permetto di ricordarlo , mi ha concesso di rappresentare la cittadinanza, la maggioranza della cittadinanza, che ha votato questa amministrazione.
Per questo non scrivo a titolo personale ma in nome di quel programma del centro sinistra che ha visto la luce dopo una concertazione, una condivisione e un percorso, a volte anche difficile e sofferto, che ha portato il centro sinistra a presentarsi unito agli elettori alle recenti elezioni amministrative. Nel centrosinistra questo è il metodo democratico delle scelte. Dalle altri parti non saprei.
Il concetto espresso nel programma del centrosinistra tutto è rappresentato dal fatto che oggi è necessario e prioritario che le decisioni che coinvolgono direttamente la qualità della vita dei cittadini, come la cementificazione di quasi due km di costa che avverrà con la realizzazione del Terminal Asia che è la parte fondamentale della Piattaforma Logistica Italia, con conseguenze nefaste per la salute dei cittadini e per la sopravvivenza della nostra comunità, vengano concertate direttamente con la popolazione.
Vi è forte la necessità di rimodulare l’economia cittadina su nuove opportunità di sviluppo, quello sostenibile che da anni le associazioni ambientaliste e i tanti comitati spontanei di cittadini continuano ad invocare, cercando di costruire insieme alle amministrazioni soluzioni diverse e alternative puntando sulle fonti alternative, impegnando il Consiglio Comunale tutto, maggioranza ed opposizione, ad elaborare un documento che tenga conto delle reali esigenze di sviluppo del comprensorio e dei danni ambientali già subiti da anni. E non correre ai ripari quando i danni sono già fatti.
D’altronde non solo l’Italia, ma la comunità Europea sostiene ormai da tempo che solo rivolgendosi alla green economy si possono generare vera ricchezza e veri posti di lavoro.
Un concetto da proporre e realizzare anche a Civitavecchia, in contrapposizione agli sbandierati e mai concretizzati posti di lavoro legati ad irrealizzabili opere faraoniche, come il mostruoso piano che contempla come opera fondamentale la realizzazione del Terminal Asia/Cina, con relativo porticciolo per mega imbarcazioni, proprio davanti allo specchio acqueo della Frasca, in barba ai molti vincoli di tutela ambientale da tempo apposti.
Infine ricordo l’aspetto che, mi dispiace constatare, non emerge dalle parole del consigliere Vitali e nemmeno dalle idee di sviluppo portuale tanto discusse in queste ultime settimane, ovvero che la nostra città ha pagato e stà ancora pagando un prezzo altissimo per tutte le servitù energetiche e portuali con conseguenze gravissime sulla salute dei cittadini, soprattutto di quelli più deboli, anziani e bambini. Chi scrive sa quanto è difficile la situazione lavorativa a Civiavecchia ma non per questo la nostra città deve piegare ancora la schiena di fronte a promesse di posti di lavoro che probabilmente, vedi la conversione a carbone della centrale Enel, mai saranno certi e stabili.
Abbiamo già dato tanto, in termini di salute e di consumo del territorio e il Terminal Asia/Cina, opera fondamentale del progetto Piattaforma Logistica Italia, ci chiederà ancora ulteriori sacrifici. In qualità di Assessore ai Diritti del Territorio e alla Tutela Ambientale non posso permettere che questo accada ancora. E non lo permetterò. Perchè il mandato che mi è stato conferito non me lo consente. E nemmeno la mia coscienza.

Roberta Galletta – Assessore Ai Diritti del Territorio, alla Tutela Ambientale e al Patrimonio Monumentale edArtistico