Galletta: “Con la strage di palme Lungomare compromesso”

palmeCIVITAVECCHIA – “Lo sfondo della vista quotidiana dei civitavecchiesi alla quale sono legati da oltre un secolo e rappresentato dalle palme storiche che abbelliscono il tratto di strada dall’uscita del porto fino al lungomare Thaon De Revel, è ormai compromesso”. A riaprire la polemica sulle palme è la Coordinatrice del Pd Roberta Galletta che così descrive il desolante quadro del nostro lungomare dopo il feroce attacco degli ultimi mesi del punteruolo rosso.
“E questo – commenta – è accaduto per una grave negligenza prima nell’affrontare, o meglio di far finta che non esistesse, il problema del punteruolo rosso a Civitavecchia e poi per la superficialità e il pressapochismo con cui l’Amministrazione Comunale è intervenuta tardivamente e maldestramente dando mandato ad Etruria Servizi per cercare di mettere una pezza su un problema che andava affrontato da professionisti competenti e non da giardinieri improvvisati e mandati allo sbaraglio quando ormai la frittata era fatta. La responsabilità non è ovviamente dei singoli operatori di Etruria ma di chi li governa e li istruisce, perché è normale chiedersi per quale motivo l’azienda abbia deciso di intervenire solo sulle eliminazione delle foglie  pericolose  e non sul tronco. Probabilmente i vertici di Etruria non sanno che il punteruolo rosso una volta aggredita la palma ne mina la stabilità totale e quindi anche del tronco e che questo va eliminato seguendo un protocollo ben preciso e seguito in tutti i comuni che stanno cercando di risolvere lo stesso problema.  Ma soprattutto chi ha ordinato quell’intervento non sa,  e questa è la cosa gravissima, che spargendo le foglie delle palme a terra  senza evitare la diffusione del coleottero, si ha la responsabilità delle infezioni delle palme ancora sane e con danni irreversibili”.
La Galletta riconosce che Civitavecchia è vittima di questa problema come decine di altre città italiane, “ma mentre in tutti i comuni si è tentato ormai da tempo di cercare e provare a salvare le palme, nella nostra città, nonostante segnalazioni e proposte per nulla  pellegrine, vedi quella ben documentata del dott. Stefano Borghetti, si è deciso di lasciare morire tutte le palme malate”. L’ordinanza dello scorso 22 ottobre, secondo la coordinatrice del Pd, appare quindi tardiva “visto che il problema si è manifestato  da oltre due anni a Civitavecchia”. “Magari – prosegue – invece di fare una rotatoria di meno, per esempio quella totalmente inutile della Madonnina e realizzabile per la modica cifra di oltre 450.000 euro, leggasi quasi un miliardo delle vecchie lire, sarebbe stato opportuno che l’amministrazione Comunale investisse quei soldi in soluzioni o almeno tentativi di trattamenti  che non lontano da Civitavecchia, a Santa Marinella sono partiti da mesi. Basta notare il tubicino nero che  avvolge le palme  che si trovano lungo il tratto di autostrada Civitavecchia-Cerveteri per avere la conferma che quel Comune almeno sta cercando di salvare le palme malate, non solo quelle sane. Una ulteriore prova che è bene almeno tentare di salvare le palme  si può vedere lungo la via bassa di Via Terme di Traiano a Civitavecchia, nei pressi del cemento, dove in un’area privata ben quattro palme sono oggetto di trattamento. Ma forse è più comodo aspettare che tutte le palme comunali di Civitavecchia muoiano. Perchè altre nuove saranno ripiantate con ulteriore spesa e altri soldi, pubblici, saranno spesi per abbattere i tronchi delle gloriose palme storiche. Con tanta felicità – conclude la Galletta – di chi è responsabile di questa palmanza che gonfierà i portafogli di pochi eletti a danno della collettività. Come sempre da quasi quattro anni a questa parte”.