Fungopoli. La Regione dà ragione al Comune di Civitavecchia

ferlenghiCIVITAVECCHIA – Fungopoli, battaglia vinta dal Comune di Civitavecchia. Lo fa sapere l’Assessore al Commercio, Turismo e Agricoltura, Alessandro Maruccio, al quale è giunta la nota della Regione Lazio che mette fine alla vicenda nata nello scorso ottobre. “E’ stata considerata nettamente illegittima – ha affermato l’Assessore – la riserva realizzata dall’Università Agraria di Tarquinia ad esclusivo appannaggio dei residenti del Comune del viterbese. Infatti, a seguito degli approfondimenti svolti a cura della competente Area Consulenza e Assistenza Giuridica, la Direzione Regionale Agricoltura conferma che l’istituzione della riserva di ‘Civita–Pian della Regina’ da parte dell’Università Agraria di Tarquinia è in contrasto con le disposizioni di legge. Inoltre, la Regione informa che ai sensi della L.R. n.32/98 la costituzione di riserve di raccolta è consentita solo previa autorizzazione dell’Amministrazione Provinciale in base alla procedura prevista dal comma 5 dell’art. 6 mentre la possibilità di accedere a tali riserve è subordinata al riconoscimento della qualifica di raccoglitore professionale”.
“Ritengo – ha proseguito l’Assessore Alessandro Maruccio –  che questa sia una vittoria di tutti i cittadini che vedevano negarsi un diritto e di chi si è battuto per ottenere la cancellazione della riserva. D’altra parte, era talmente evidente l’illegittimità del provvedimento a firma del presidente dell’Agraria, che non si poteva fare altrimenti. Era come se, per assurdo, il Comune di Civitavecchia decidesse di vietare la pesca ai tarquiniesi in un tratto di mare antistante la nostra città. Pertanto, spero che a questo punto, il buon senso consigli ad Antonelli di tornare sui suoi passi e ritirare finalmente questo ingiusto provvedimento. Diversamente, saremo costretti ad agire in tutte le sedi opportune ed attivare tutte le misure necessarie affinché venga finalmente ripristinata la legalità”. “Voglio in ultima battuta – ha concluso l’Assessore – confermare come, ancora una volta, gli attacchi strumentali ed esclusivamente personalistici da parte del Presidente Antonelli erano frutto di un evidente disagio politico, che lo ha portato a prendere una decisione partigiana, faziosa e come più volte ribadito, priva di senso. Per fortuna, ma non ce ne era bisogno, la legge ha confermato che il feudalesimo è finito da secoli e che le rimostranze sollevate dall’Amministrazione Comunale di Civitavecchia erano più che corrette e fondate esclusivamente su profili di legittimità giuridica anche difesa dei propri concittadini”.
E sull’esito della vicenda viene espressa soddisfazione dai Consiglieri del Gruppo Misto Daniele Perello ed Alessio Gatti, che rivolgono un plauso all’Assessore Maruccio. “Inoltre – affermano i consiglieri – oggi non c’è molto da riflettere sulla vittoria di questa vicenda, ma su un modo di concepire il territorio in maniera differente, in linea con le linee programmatiche dei due comuni che tendono a superare divisioni e cooperare in processi di sviluppo industriale e turistico. Civitavecchia e Tarquinia devono crescere e devono farlo assieme. Ognuno ha bisogno dell’altro, perché i territori sono e devono essere complementari. Garantire scelte importanti è necessario per dare un futuro differente ai nostri giovani”.