Fratelli d’Italia in sintonia con Cna e Coldiretti per il nuovo mercato

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CIVITAVECCHIA – Esprimiamo piena condivisione ed apprezzamento per l’appello rivolto da CNA e Coldiretti all’Amministrazione Comunale: è riduttivo pensare ad un ennesimo e poco funzionale restyling del mercato, ma riteniamo, invece, essenziale lavorare, in sinergia con gli operatori economici, per ideare, proporre e realizzare una nuova e più attuale idea di mercato, che proponga e valorizzi le eccellenze enogastronomiche del territorio. Il mercato del terzo millennio dovrebbe essere luogo di promozione dei prodotti enogastronomici ed artigianali ma anche di cultura, offrendo non soltanto ai Civitavecchiesi ed agli abitanti del comprensorio, ma anche ai milioni di croceristi in transito nella nostra Città, l’opportunita di conoscere, degustare ed acquistare i tesori dell’Italia e, in particolare, del territorio della Tuscia e del Lazio.

Per far questo è essenziale implementare politiche di valorizzazione dell’artigianato e dell’agricoltura e trasformare il mercato in una straordinario strumento di rilancio della nostra asfittica economia, rendendolo volano per la nascita e la crescita di piccole imprese agricole ed artigiane e polo di attrazione per operatori che nella ricerca della qualità nel settore enogastronomico ed artigianale hanno la principale vocazione.

Da questo connubio tra commercio e turismo e dalla sinergia tra operatori di questi settori passano le speranze e le prospettive di rilancio dell’economia del nostro territorio, partendo proprio dal centro storico di Civitavecchia, oggi decadente e desolato sotto il profilo economico e commerciale, per poter finalmente offrire importanti opportunità lavorative ai nostri giovani. In questo modo si potranno finalmente coniugare sviluppo economico e tutela dell’ambiente, per decenni in stridente conflitto, superando definitivamente la monocoltura energetica (soprattutto nell’ottica di un progressivo smantellamento della grande centrale termoelettrica a carbone, come paventato dalla stessa Enel).

Tuttavia, per evitare cattedrali nel deserto e colossali buchi nell’acqua, con ennesimo sperpero di denaro, riteniamo imprescindibile evitare ogni tentazione di autoreferenzialità e coinvolgere gli operatori economici e le categorie produttive, attraverso tutte le associazioni rappresentative del mondo le lavoro: il fallimento del Terminal del Gusto dovrebbe costituire, a tal riguardo, un monito da non sottovalutare per costruire un futuro diverso per la nostra Città.

 

Il Direttivo del Circolo territoriale di Civitavecchia di Fratelli d’Italia “Giorgio Almirante”