Finita la protesta, infuria la polemica

protesta pendolariCIVITAVECCHIA – Finita la protesta, con il blocco della linea ferroviaria Civitavecchia-Roma attuata stamattina dai pendolari e protrattasi per circa 4 ore con la linea Fr5 completamente paralizzata, esplode ancora più furiosa la polemica politica. Non è piaciuto per nulla, infatti, l’intervento con cui in mattinata l’Assessore regionale Lollobrigida, che pur chiamato a gran voce dai pendolari fermi a Ladispoli ha preferito evitare il confronto diretto, ha in sostanza scaricato su Trenitalia i disagi patiti dai viaggiatori. Un atteggiamento contestato duramente dal Partito Democratico di Civitavecchia, che parla di “insensibilità” da parte del responsabile regionale dei Trasporti, di cui chiede senza mezzi termini le dimissioni. “Dinanzi a quanto è accaduto oggi a Ladispoli – afferma il Segretario Patrizio De Felici – Trenitalia ha inviato un oscuro funzionario che ha balbettato parole incomprensibili. Lollobrigida non si è fatto vedere e come al solito si sottrae alle sue responsabilità. Il blocco di oggi, ordinato dal capostazione per motivi di sicurezza, poteva essere evitato se le istituzioni regionali si fossero minimamente degnate di verificare la situazione. Una situazione indegna di un paese civile e dinanzi alla quale a Lollobrigida non restano che le dimissioni. In quanto a Trenitalia, l’azienda dovrebbe provvedere a rimuovere i responsabili che hanno gettato nella disperazione migliaia di studenti e di lavoratori. Intanto però oltre a danneggiarci si fa persino beffe di noi. Infatti non ha rilasciato un documento giustificativo alle migliaia di pendolari che hanno perso la giornata di lavoro e studio a causa del blocco effettuato dalla stessa Trenitalia. Ormai la misura è colma”.
Solidale con la protesta dei pendolari anche il Pd di Ladispoli, anch’esso critico con Trenitalia e Regione. “Da diversi mesi non fanno altro che produrre slogan altisonanti e demagogici, senza occuparsi concretamente dell’incremento dei pendolari che ha sovraccaricato le scarse e trasandate carrozze, ormai diventate peggio dei carri bestiame – afferma il segretario Luca Caroselli – E’ necessario e urgente mettersi intorno ad un tavolo per trovare soluzioni reali al disagio che costringe migliaia di persone a mettere a repentaglio il proprio lavoro o il proprio studio per motivi indipendenti dalla loro volontà”.
Analoga solidarietà anche da parte del Circolo di Rifondazione di Cerveteri e Ladispoli, che imputano all’esasperazione dei pendolari la protesta di stamattina e chiede con forza ai vertici di Ferrovie dello Stato e alla Regione Lazio “di intervenire, dare risposte e soprattutto di agire affinché il servizio pubblico nelle tratte dei pendolari divenga un servizio degno di un paese civile, rispettoso dei viaggiatori”.
Duro intervento infine anche dal circolo Prc di Civitavecchia, con la segretaria Valentina Di Gennaro che commenta così quanto accaduto oggi: “Crediamo sia la prova più palese del disastroso sistema dei trasporti laziale, un sistema che non garantisce neanche i servizi minimi. Sabato mattina saremo insieme ai nostri consiglieri regionali, davanti alla stazione di Civitavecchia insieme ai pendolari : treni puliti, numero di carrozze adeguate al numero di passeggeri, corse puntuali”.
E intanto il Consigliere regionale del Pd Carlo Lucherini ha presentato una mozione in Consiglio “affinché la Regione Lazio affronti seriamente il problema per migliorare le condizioni di vita dei pendolari, aumentando il numero delle corse e provvedendo ad una adeguata pulizia delle carrozze”. Nella mozione Lucherini chiede anche che sia ampliata l’offerta degli abbonamenti, agevolando chi usa il treno per andare a lavorare o studiare.