Ficoncella, il Codacons contesta la riapertura senza gara di affidamento e diffida il Comune

CIVITAVECCHIA – Il Codacons torna a puntare l’attenzione sulla gestione dell’impianto della Ficoncella. Come si ricorderà, il Comune di Civitavecchia, anche con l’intervento ad opponendum dello stesso Codacons, ha visto respinto dal Tar il ricorso della Cooperativa S. Agostino, che aveva gestito la Ficoncella per venti anni ininterrottamente, e che era ricorsa al Tribunale Amministrativo per fare annullare il provvedimento in autotutela con il quale il Comune aveva annullato la procedura di gara indetta per la futura gestione del sito termale “Bagni della Ficoncella” per il decennio 2020-2030.

L’area in questione era stata oggetto di segnalazione all’ANAC da parte del Codacons che aveva rilevato negli anni passati, l’assegnazione della gestione del servizio termale, in virtù di atti di proroga nei confronti del medesimo gestore, la Cooperativa S. Agostino.

Dallo scorso 1 luglio le Terme della Ficoncella sono state riaperte, senza attendere le necessarie procedure di affidamento e l’indizione di un nuovo bando, in esito alle dovute valutazioni di compatibilità paesaggistiche del sito.

Il Codacons pertanto, ha deciso di vederci chiaro, ed ha inviato una istanza di accesso al fine di valutare la natura del soggetto cui è stata affidata la gestione attuale, il Consorzio Stabile Tedeschi; ha chiesto inoltre la documentazione relativa all’attività istruttoria, “in merito alla valutazione sulla congruità economica dell’offerta dei soggetti in house – come specifica lo stesso Codacons – avuto riguardo all’oggetto ed al valore della prestazione, alla motivazione del provvedimento di affidamento delle ragioni del mancato ricorso ad altre procedure, nonché dei benefici per la collettività della forma di gestione prescelta” e ha contestualmente diffidato l’Ente locale ad accelerare la procedura di avvio della nuova procedura di gara, “nel rispetto dei principi propri dell’affidamento, stante la assoluta irregolarità di assegnazione succedutasi negli anni, tramite il rinnovo di concessioni al medesimo soggetto, come rilevato dall’Anac su segnalazione del Codacons”.

“Da quanto è dato sapere – spiega in una nota il Codacons nazionale – il Comune, non potendo procedere allo stato ad affidamenti diretti della gestione tout court, né tantomeno a proroghe, ha riaperto il sito, gestendolo “in house” per questi mesi, da luglio a novembre 2021. Il Comune ha concesso in gestione il servizio di pulizia e guardiania al Consorzio Stabile Tedeschi, ovvero la società che già gestisce le pulizie per il Comune. E’ evidente che inserire soggetti nella gestione delle Terme che non erano operai ma soci equivarrebbe a non dare esecuzione alla pronuncia del TAR (Sent. Tar Lazio n.4918/2021). Nell’ambito dell’Affidamento attualmente in atto, dichiaratamente in house, potrebbero verificarsi anche ulteriori rilievi da parte dell’Autorità, poiché per quanto è dato sapere, il Consorzio Stabile Tedeschi non rientrerebbe tra i soggetti in house del Comune di Civitavecchia, essendo notoriamente presente all’interno dell’Amministrazione la sola CSP quale società in house”.

Il Codacons ha pertanto diffidato a “non includere soggetti e/o soci che abbiano rapporti di qualsiasi tipo con la Cooperativa uscente S. AGOSTINO SOC. COOP. LAVORO ARL, stante la sua accertata illegittimità ed inidoneità a gestire le Terme della Ficoncella. La Cooperativa uscente infatti, come addotto dal Comune stesso in corso di giudizio e confermato nella citata sentenza del Tar del Lazio, è emerso che la S.Agostino non possedeva neanche i requisiti per partecipare alla gara, in quanto debitrice nei confronti del Comune per oltre 45.000€ per utenze intestate al Comune. Nell’Ambito della gestione dichiarata in House, di inserire nell’attività operai comunali, addetti alla pulizia fontane arenili e gabinetti pubblici. L’istanza di accesso e contestuale diffida è stata trasmessa anche all’ANAC quale Autorità preposta alla Vigilanza, affinché accerti le violazioni sopra esposte e vigili sulle procedure in corso di adozione, anche in tema di trasparenza amministrativa”.

“I Cittadini – conclude il Codacons – hanno diritto a fruire di un servizio, nel rispetto della trasparenza e della legalità, secondo i principi propri dell’affidamento, e se sarà ravvisata la violazione del dispositivo del Tar che obbliga ad assicurare il corretto equilibrio tra qualità ed offerta nelle proposte di affidamento, scatterà una denuncia contro il comune per abuso di atti di ufficio”.