CIVITAVECCHIA – Una lettera, l’ennesima, alla Regione, nella persona dell’assessore all’Urbanistica Luciano Ciocchetti, e a tre dirigenti regionali, per chiedere l’annullamento del permesso a costruire n° 84/09 rilasciato dal Comune di Civitavecchia e relativo allo stabile in via di realizzazione in via Adige, là dove sorgevano gli uffici Enel. L’ha inviata il Consigliere comunale dell’Idv Vittorio Petrelli che si appella al rispetto della legge a cui la Regione, nelle funzioni di controllo che le competono, non può venire meno. Di seguito il testo integrale della sua lettera.
“Gentili Signori,
non vorrei annoiarvi elencando le numerose note ufficiali indirizzate direttamente a voi nel corso degli ultimi mesi sul tema oggetto della presente. Potrei anche ricordarvi la richiesta d’intervento dello scorso…. avanzata da parte dei residenti della sottozona interessata dal permesso a costruire, ma non c’è bisogno: non capitano infatti tutti i giorni istanze sottoscritte da oltre 200 cittadini!
E potrei anche finirla qui, se non fosse che io e soprattutto quei concittadini hanno aspettato per troppo tempo una risposta, per la quale i vs ritardi non trovano né giustificazione né scusanti plausibili.
Come definire un sindaco che, appena insediato, ha giurato che in quell’area non si sarebbe mai costruito, tant’è che è stato riconosciuto dall’amministrazione comunale, in vari atti ufficiali, il “pubblico interesse”, mai smentito anche dopo l’annullamento della convenzione con il proprietario?
Come considerare un permesso a costruire in una sottozona di PRG, in cui si sono esaurite le cubature edificabili e non sono soddisfatti gli standard previsti per parcheggi e verde?
Come valutereste voi un permesso a costruire a cui è stata negata allo scrivente, che ne aveva fatto esplicita richiesta e per oltre 100 giorni, la relazione istruttoria: parlo di una concessione sulla quale pendono grossi vizi di illegittimità, sostenuti non solo da me ma da una perizia asseverata di un architetto, la quale risulta in palese contraddizione con quella resa dal tecnico di parte.
Ebbene, può tutto questo lasciare indifferenti gli apparati amministrativi e politici preposti alla tutela del “pubblico interesse”? Visto il silenzio imbarazzante, soprattutto per Lei egregio assessore, la risposta è affermativa. E c’è da chiedersi quale differenza vi sia tra l’omertà che producono tutti i ben noti sistemi malavitosi ed il mancato riscontro da parte delle istituzioni alle richieste legittime e motivate dei cittadini. Spero non si tratti in questo caso di motivi connessi alle cosiddette “conoscenze” o anche al fatto di appartenere a un medesimo schieramento politico. Mi auguro che tutto questo non sia nel suo stile, ma devo osservare come possa essere incolmabile la distanza fra le intenzioni e i fatti che questi sì davvero alla fine contano.
La gestione dell’urbanistica della mia città, e non è una mia invenzione, non brilla certo per rispetto delle normative o per la salvaguardia della vivibilità dell’ambiente urbano, tant’è che si sono registrati episodi incresciosi. E dunque perché mai dovremmo assistere ad un altro epilogo come quello della concessione di Piazza XXIV Maggio, per la quale la Regione è intervenuta quando la struttura in cemento armato dell’edificio era stata già completata, nonostante le istanze formalizzate da tempo? E come non parlare dell’ultima vicenda che ha investito il progetto definito di “riqualificazione” della Marina per la quale erano state protocollate, mesi prima, note informative all’Area Vigilanza ed Urbanistica della Regione. Ora dovremo registrare anche per via Adige un altro ritardo colposo?
Queste domande che io sto ponendo ora a voi, mi sono state poste dai cittadini, ai quali non ho saputo dare risposte. Penso converrete sul fatto che non dipende certo da me il comportamento delle ”istituzioni competenti”.
In conclusione non so se Lei, Assessore, vorrà fornire una risposta. Io, per quanto mi riguarda, sono particolarmente ostinato e quindi non mi fermo qui e andrò avanti. L’augurio che posso farle è quello di rendere la gestione del suo assessorato vicino agli interessi dei cittadini che poi è la missione che ogni apparato pubblico che si rispetti deve avere o almeno dovrebbe avere. Non trova?






