Favismo. “Meglio vendere le fave in buste e non sfuse”

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fave favismoCIVITAVECCHIA – Il Dottor Giovanni Ghirga raccoglie l’appello di un cittadino affetto da favismo affinché le fave vengano vendute in buste di plastica anziché sfuse. “Il favismo è un difetto genetico – spiega Ghirga – ereditario, dovuto alla mancanza dell’enzima G6PD (glucosio-6-fosfato deidrogenasi) nei globuli rossi. Si manifesta come una forma di anemia acuta provocata dall’ingestione di fave (in alcune persone particolarmente sensibili anche dalla sola esposizione), di altri legumi, dall’assunzione di determinati farmaci o in associazione ad alcune infezioni. In queste situazioni si verifica una rapida distruzione dei globuli rossi e, di conseguenza, un’anemia acuta. Nei casi più gravi il paziente deve essere sottoposto a trasfusioni di sangue”.
“Fate vendere le fave in sacchetti di plastica anziché sfuse – chiede il cittadino in questione -nei supermercati noi fabici dobbiamo entrare comunque per fare spesa e gli avvisi ci aiutano solo a sapere che dobbiamo mettere la mascherina, ma quando andiamo a pagare dobbiamo toglierla per non sembrare dei rapinatori. So che fa sorridere, ma vi assicuro che non è simpatico rischiare la crisi emolitica per comprare il latte!”
Richiesta che Ghirga definisce giusta e che potrebbe essere evasa senza grandi difficoltà.