Esternalizzazioni, i sindacati dichiarano guerra al Comune

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138Ora è definitivamente guerra aperta tra Comune e sindacati sulla riforma dei servizi pubblici. L’affollata assemblea indetta stamattina all’Aula Pucci con i dipendenti comunali per affrontare appunto il tema delle esternalizzazioni ha confermato la netta bocciatura del progetto da parte dei sindacati. Sul banco degli imputati, in primo luogo, il sindaco Alessio De Sio e l’assessore al Bilancio Salvatore Andrea Renda, accusati in pratica di non tutelare con questa riforma i dipendenti comunali, per i quali il futuro si presenta pieno di incognite. Tutti hanno concordato sul fatto che tale questione doveva essere un punto prioritario della discussione nel momento in cui si andava ad affrontare il tema della riforma dei servizi pubblici, ma questa amministrazione l’ha posta di fatto in un ruolo marginale.

“De Sio si è comportato praticamente come Berlusconi – ha affermato Mario Curi, rappresentante della CGIL FP – prima ha fatto la legge e poi ha chiesto la concertazione. Il processo doveva essere esattamente opposto. Lunedì in consiglio comunale si darà il via alla esternalizzazione dei servizi pubblici senza uno straccio di garanzia occupazionale e contrattuale per i dipendenti comunali. Non ci sembra un dettaglio da poco. Allo stato attuale la riforma dei servizi è come una scatola vuota. Non si sa bene cosa si andrà a creare, non essendo ancora noto alcun piano industriale. Si sa solo che si esternalizzerà senza che ci sia stato detto che fine faremo ma dicendo solamente ‘poi vedremo’. Una situazione paradossale e inaccettabile alla quale come RSU, in modo unitario, ci opporremo con tutte le nostre forze”.

Già proclamati infatti tre giorni di sciopero del personale pubblico (il 17, il 22 e il 28 ottobre), i dipendenti comunali hanno fatto sapere che saranno presenti lunedì in Consiglio comunale per manifestare il loro dissenso nei confronti del sindaco e della maggioranza. E c’è da scommettere che la seduta sarà sicuramente calda e il primo cittadino dovrà trovare argomenti più che esaurienti per convincere dipendenti comunali e semplici cittadini che la riforma dei servizi pubblici, così come strutturata, è veramente una operazione positiva per la città.

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