CIVITAVECCHIA – La grave situazione di emergenza in Italia e che si sta lentamente propagando anche in tutti gli altri Stati del globo, richiede senza dubbio l’uso di misure straordinarie, come più volte si sente dire in televisione.
Notizia di ieri la richiesta dell’esercito al Prefetto da parte del Sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco; richiesta più che plausibile ed è giusto che venga fatta, vista la difficoltà di far rispettare le norme emanate dall’Amministrazione centrale e locale.
C’è da sperare tuttavia che non si cada nell’inganno dell’uso delle Forze Armate per il rispetto delle regole imposte da Decreti e Ordinanze, o almeno non solo per quello.
L’esercito non è e non deve essere solo strumento di controllo dell’ordine pubblico, ma è e deve trasformarsi nell’aiuto di un sistema sanitario locale ormai al collasso e in profonda crisi di personale e attrezzature.
E allora perché non usare l’esercito nei punti più importanti di Civitavecchia, in cui sono ben presenti dei focolai? Perché non dare manforte ai nostri medici, infermieri e in generale a tutto lo staff ospedaliero, impegnato in prima linea a combattere l’emergenza?
Creiamo ospedali da campo se serve, mettiamo in moto i nostri soldati per aiutare nella situazione di grave difficoltà non soltanto per trasportare le vittime e controllare i trasgressori, perché se è vero che siamo in guerra, ognuno di noi può combattere con le armi che possiede, che siano mascherine in stoffa o competenze mediche.
I civitavecchiesi stanno rispondendo e chi è nei corridoi degli ospedali ha bisogno di aiuto. Con l’esercito in campo per combattere il morbo e non solo per multare corridori e passeggiatori, avremo sicuramente maggiori possibilità







