CIVITAVECCHIA – Con l’annuncio da parte dell’Amministrazione Comunale dell’arrivo entro fine mese della Tares e in attesa di conoscere definitivamente il destino dell’Imu, l’esponente di Civitavecchia al Centro Emanuela Mari propone l’applicazione del Quoziente Familiare denominato per l’occasione “Quoziente Civitavecchia”.
“Il quoziente familiare – spiega la stessa Mari – di cui si è molto parlato in questi mesi in Italia, è una proposta sulla quale rimodulare il sistema di tariffazione e di accesso ai servizi comunali (nidi, scuole dell’infanzia, servizi socio-assistenziali, ecc.) e i sistemi contributivi di sostegno, in una logica ‘a misura di famiglia’. L’obiettivo che si intende perseguire è quello di elaborare un ‘coefficiente correttivo a misura di famiglia’, rendendo più eque e omogenee le tariffe del Comune di Civitavecchia a partire proprio dalla Tares, rafforzando la capacità economica delle famiglie e promuovendo la capacità delle stesse di svolgere al meglio le proprie funzioni alla cura, all’educazione, al sostegno e all’accoglienza. Il Quoziente Civitavecchia potrebbe rappresentare davvero una grande novità perché riconoscerebbe alla famiglia il lavoro che quotidianamente svolge in campo educativo, di cura, di dialogo tra le generazioni, di coesione sociale. Sarebbe uno strumento necessario per una città che si trova davanti ad un bivio fondamentale ovvero scegliere di crescere a misura di famiglia o continuare a far finta di niente e non rendersi conto dell’importanza che riveste oggi più che mai la famiglia come fulcro fondamentale della società moderna.
Il nuovo parametro valorizzerebbe la famiglia con figli, la condizione lavorativa, la presenza di invalidità, la condizione di genitori affidatari”.
Secondo la Mari il Quoziente Civitavecchia permetterebbe di“confezionare tariffe su misura” per ognuna di esse, grazie a un coefficiente migliorativo di tariffa che terrà conto dei carichi di cura.
“Si passerebbe dall’utilizzo del calcolo dell’ISEE – prosegue ancora – al Quoziente Civitavecchia visto che il principio cui si ispira l’ISEE ovvero consentire l’accesso ai servizi e alle agevolazioni in base all’effettiva situazione economica del richiedente, resta senz’altro valido e universalmente accettato ma con alcuni meccanismi di calcolo, e in particolare la scala di equivalenza, che risultano non essere equi e addirittura penalizzanti per le famiglie numerose. L’applicazione del Quoziente Civitavecchia alla tariffa stabilita con il tradizionale sistema di calcolo, determinerebbe la nuova Tariffa Civitavecchia o Tariffa ‘a misura di famiglia’ (che avrà un valore più basso quanto più alto sarà il valore assoluto del Quoziente Civitavecchia). Il Quoziente Civitavecchia, quindi, in valore percentuale rappresenterebbe lo sconto da applicare alla tariffa. Il quoziente Civitavecchia peserà maggiormente ogni componente familiare, determinando una riduzione dalla tariffa tanto maggiore quanti più saranno i componenti della famiglia e i carichi assistenziali che essa assorbe”.
“L’applicazione del Quoziente Civitavecchia – conclude la Mari – consente di non modificare la struttura dell’ISEE, ma riesce a migliorarne gli effetti, realizzando, attraverso un modello innovativo, un miglioramento del trattamento della singola famiglia in relazione ai componenti del nucleo familiare e alla situazione del singolo caso”.







