CIVITAVECCHIA – E’ una replica al vetriolo e che scoperchia più di una pentola rovente quella del Segretario dell’Udc Marco Di Gennaro al Sindaco Moscherini sulla questione referendum. A cominciare dall’incipit in cui rivela che proprio il Primo cittadino gli avrebbe comunicato un paio di settimane fa “di essere già in campagna elettorale”. “Buon per lui – commenta ironicamente Di Gennaro – spero solo che le troppe cene non danneggino la sua salute. Per quanto riguarda l’Udc, il nostro partito è sempre in campagna elettorale, perché il voto deve essere conquistato con quanto si fa e si è fatto nel corso degli anni, con la correttezza e la moralità dei comportamenti e non con le cene o le promesse, mai mantenute, degli ultimi giorni di campagna elettorale”.
Ma la dichiarazione più bollente e destinata a scatenare nuove polemiche è sicuramente quella legata all’aspetto occupazionale delle Holding, con la rivelazione di un’altra confidenza che Moscherini avrebbe reso tempo addietro allo stesso Di Gennaro: “Se non fosse per i deficit mnemonici dovuti ai troppi stress – afferma ancora il Segretario dell’Udc – il sindaco dovrebbe, infatti, ricordare che i referendum sono uno strumento fondamentale della partecipazione democratica previsto dalla Costituzione e che l’impegno programmatico era quello di mantenere al Comune la quota di maggioranza anche a tutela dell’occupazione. Se si cambiano le carte in tavola è bene chiarire chi bara e non si può certo pretendere di avere, comunque, ragione in nome di una tirannia della maggioranza che non appartiene ad un vero concetto di democrazia. Avremo modo di approfondire in altra sede anche le problematiche inerenti la situazione economico finanziaria delle aziende comunali e le relative responsabilità gestionali ivi incluse le scelte fatte da questa amministrazione che governa ormai da quasi quattro anni. In questa sede, a proposito di sincerità, mi preme ricordare, in merito a quella tutela dell’occupazione tanto cara a Moscherini, che il nuovo padrone delle società, non essendo il ‘Fatebebefratelli’, come mi disse il sindaco, potrà licenziare quanto ritiene opportuno alla faccia della tanto decantata, quanto inutile, ‘golden share’ così cara a Moscherini. Come dire che dopo le decine e decine di assunzioni fatte dal sindaco, già in campagna elettorale, il lavoro ‘sporco’ di licenziare sarà svolto da altri”. All’insegna dell’ironia anche la conclusione di Di Gennaro: “Per quanto riguarda le pagine ingiallite della Prima Repubblica, pur non conoscendole come il sindaco che in quel contesto si è formato, le preferisco alle tante rosse per la vergogna della Seconda Repubblica a cui il primo cittadino sembra essersi convertito”.
E le rivelazioni di Di Gennaro provocano come prevedibile l’immediata reazione dall’opposizione, con il Capogruppo del Pd Marco Piendibene che ritiene “finalmente nuda la verità”. “Moscherini – afferma – ha pianificato il licenziamento di tutti gli esuberi da lui stesso creati in questi anni nelle municipalizzate. A questo punto è chiaro il perchè si vuole cedere la responsabilità della gestione delle municipalizzate ai privati e evidentemente in maggioranza se ne è parlato visto quello che dichiara Di Gennaro. Questa dunque è la verità che si cela dietro la delibera 71 e non le bugie del sindaco secondo il quale il 60 per cento ai privati si giustificherebbe con l’appetibilità del mercato rispetto alla maggioranza del capitale sociale”. Secondo Piendibene, alla luce di quelle che ritiene “gravissime rivelazioni” che provengono dalla sua stessa maggioranza, Moscherini deve
“immediatamente chiarire la sua posizione di fronte alla città o, in alternativa, rassegnare le dimissioni per anticipare il giudizio dei cittadini che oggi hanno il diritto di scegliere una nuova guida della città visto il tradimento del programma elettorale votato quattro anni fa”.






