“Domani sì adesso no, intanto il commercio crepa”

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CIVITAVECCHIA – Dall’ex Assessorr all’Urbanistica Massimo Pantanelli riceviamo e pubblichiamo:

In Consiglio Comunale arriva oggi una proposta di delibera che ha il merito di trasmettere la sensazione di soluzione ad un problema, peccato che il problema non ci sia.
Mi spiego per cercare di chiarire a tutti i commercianti quale torto stiano subendo con i dinieghi ricevuti sia per domande di nuove installazioni esterne, fatte in conformità al regolamento vigente ma respinte dagli uffici, sia per le domande di rinnovo delle installazioni esterne autorizzate nel 2019 per l’anno 2020.
Gli uffici hanno respinto richieste conformi e legittime dei commercianti, dichiarando quale motivazione una lettera ricevuta dalla Soprintendenza, in cui per installazioni a carattere provvisorio (dehors) nelle aree pubbliche da più di 70 anni, rammenta agli uffici l’attivazione della procedura ex art. 21 della DPR 42/2004.
Qui non ho problemi a sostenere che l’art. 21 è una procedura che si deve attivare solo in seguito ad un’avvenuta perimetrazione e regolamentazione approvata. Questo a Civitavecchia non è accaduto ed è quindi abuso d’ufficio qualsiasi azione volta al diniego di domande del tutto legittime e conformi ai regolamenti vigenti.
Non si spiega come possa un’amministrazione pubblica, permettere da luglio dinieghi ai commercianti, creando danni economici che nessuno potrà calcolare e che sono responsabilità di coloro che in contrasto con il regolamento installazioni esterne vigente, hanno bocciato le domande.
Ma veniamo ora al falso genio politico, risolutore, che ha messo in piedi la proposta di Delibera che verrà votata in Consiglio Comunale. Un delirio, si vorrebbe certificare l’impossibilità per chiunque volesse fare domanda di nuove installazioni esterne per il 2020, di realizzare Pergotende, Gazebo, tende a Capanno, Cappottine. La maggioranza al governo vorrebbe approvare per i commercianti, fino a data da destinarsi e in coincidenza con l’approvazione del futuro nuovo regolamento, solo le richieste di installazioni esterne 7.1 – Ombrelloni e 7.2 – Tende a teli retraibili senza alcun appoggio al suolo, su tutto il territorio comunale.
Ricordo che il commercio è questione seria, c’è un regolamento delle installazioni esterne vigente che nessuno ha messo in dubbio ufficialmente, nessuno ha dichiarato insomma, che le pergotende, i gazebo, le cappottine, le tende a capanno ‘non s’hanno da fare’. Chi è Don Abbondio si chiama commerciante e i bravi sono loro, gli uffici, che hanno negato il diritto alla installazione esterna senza giustificazione.
Perché dico senza giustificazione? Ve lo spiego in due parole. Era il 2015 quando con parere tecnico favorevole, si portò all’approvazione ‘l’utilizzo giornaliero, con chiusura e rimozione a fine giornata lavorativa, di ombrelloni come definiti all’art. 7.1’ senza necessità di richiesta di autorizzazione paesaggistica. Amministrazione a 5stelle e siamo nel 2015, due anni prima della legge Madia che semplificherà il caso delle installazioni esterne. Quindi oggi, anno 2020, Tedesco&Co ci ricondurranno con l’approvazione di questa proposta di delibera al 2014, indietro negli anni, cancellando 5 anni di semplificazione normativa.
Non solo, non è tutto, gli uffici arrivano a dichiarare che rientrerebbero nelle installazioni esterne solamente tavoli sedie ed ombrelloni (nota prot. 89902 del 10.10.2019 a firma del Dirigente), in una interlocuzione con la Soprintendenza. Ma può lo stesso dirigente che ha partecipato al rilascio di tutte le autorizzazioni con il regolamento vigente nel 2019, regolamento approvato nel 2017 con parere tecnico favorevole, cambiare interpretazione assecondando il volere di una nuova soprintendente di zona?
Ed è qui che casca l’asino, la politica ignorante che se ignora resta succube delle soprintendenze a danno della città. Una regolamentazione delle installazioni esterne è vigente. La Soprintendenza si muovesse ufficialmente in contrasto ad un atto pubblico amministrativo comunale oramai non più impugnabile.
Ecco la storia, raccontata da un punto di vista che di sicuro inquadra la politica tra gli ignoranti e dannosi, gli uffici tra i subalterni e succubi, la Soprintendenza nel delirio di onnipotenza e i commercianti che devono restare inermi spettatori di un gioco allo scarica barile”.

Arch. Massimo Pantanelliex Assessore all’Urbanistica

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