Decimo consigliere di opposizione, a novembre il responso del Tar

roscioniCIVITAVECCHIA – Si è svolta stamane al Tar di Roma la prima udienza del procedimento promosso dal Pdl per il riconoscimento del decimo seggio in Consiglio Comunale all’opposizione.
“Preso atto del consolidato orientamento dei Giudici di non concedere la sospensiva nei ricorsi in materia elettorale – riferisce l’avvocato del Popolo delle Libertà ed ex Assessore Leonardo Roscioni (nella foto) – abbiamo scelto di rimettere direttamente all’udienza per il merito (fissata dal Tar al 22 novembre, quindi anche abbastanza a breve rispetto ai tempi normali) la discussione sulle complesse tematiche anche interpretative sul tappeto, con il dovuto approfondimento che le stesse richiederanno, anche alla luce delle diverse teorie in campo.
Il nostro obiettivo è comunque quello di far accertare, per un principio di giustizia e di corretta rappresentatività e con valore per il presente ed il futuro delle elezioni di questo Comune, che il giusto rapporto tra maggioranza ed opposizione in Consiglio è di 14 a 10, e non di 15 a 9, anche (per assurdo) a prescindere dalla lista alla quale esso verrà assegnato in base a quella che sarà giudicata la più corretta interpretazione del c.d. metodo d’Hondt”.
E su questo punto, rileva Roscioni, l’ultima pronuncia del Consiglio di Stato n.2928 del 21 maggio scorso “è francamente inequivocabile nello stabilire che la maggioranza non può avere più del limite invalicabile del 60% dei seggi (dovendosi arrotondare per difetto i relativi decimali), costituendo oggi questa Sentenza – al di là di considerazioni pur apprezzabili su eventuali mutamenti di orientamento che potranno o meno venire in futuro – l’interpretazione “vigente”, alla quale peraltro tutti i Tribunali amministrativi d’Italia si stanno monoliticamente attenendo”.
“Vedremo – conclude Roscioni – quindi quella che sarà a novembre la decisione del Tar di Roma, che rispetteremo in ogni caso, aggiungendo che ovviamente il ricorso proposto nulla ha a che vedere con il valore di chi siede oggi in consiglio comunale (e magari vede messo in discussione il proprio seggio), indiscutibile a giudizio di chi scrive”.