D’Angelo: “Prima il programma per risollevare Civitavecchia, poi i candidati”

378

CIVITAVECCHIA – Un’estate di tensioni e inutili passi avanti stanno portando alla luce le paure e le debolezze di una Città ormai alla deriva anche se ha cercato strenuamente di difendersi da improvvisazione e “conquistatori”.
Da mesi ormai non passa giorno che questa o quell’organizzazione inizi a protestare ora con l’Autorità Portuale ora con l’Amministrazione Comunale.
Impossibile raccogliere in un solo messaggio i nomi di tutti coloro che hanno intrapreso una lotta per la sopravvivenza. Cfft, Rtc, Port Mobility, Royal Bus, società con rapporti di lavoro in Enel, Csp, NCC, tassisti, portuali, senza lavoro e così via.
Non c’è una sola vertenza che non meriti ascolto. Tutti hanno validi motivi per alzare la voce per la tutela del proprio posto di lavoro e la salvaguardia della propria famiglia.
Tutto questo accade perché la politica è debole, inefficace.
Il Movimento 5 Stelle, almeno a Civitavecchia, dopo un inizio difficile, caratterizzato da contraddizioni e inesperienza, oggi sta cercando di risollevare le sorti di una città praticamente fallita che avrebbe bisogno di rilanciarsi magari con esperienze governative nuove e di forte richiesta popolare. Mai Civitavecchia era caduta così in basso, sporca, inaccogliente, senz’acqua e con i servizi essenziali ridotti al terzo mondo.
Vogliamo parlare della crisi del commercio?
Insomma, tutti argomenti che dovrebbero avere un interlocutore privilegiato e pronto a dare risposte, soluzioni, mettendo davanti a tutti i civitavecchiesi e la civitavecchiesità. La politica deve ritrovare la forza di ritornare protagonista in questa città.
Il centrodestra, del quale faccio parte, deve pensare prima a gettare le basi per un programma di rilancio di Civitavecchia e del suo interland. Deve lavorare su un programma, sui problemi e poi, solo dopo aver fatto questo pensare alle poltrone, al futuro sindaco, agli assessori, coninvolgendo assolutamente la Lega di Salvini che oggi rappresenta senza dubbio, assieme al M5S, la maggioranza nel territorio nazionale e non solo.
La “squadra” deve essere l’ultimo passaggio ad un lavoro fatto di confronto e dialogo. Ad oggi, tutti, me compreso, dobbiamo mettere da parte individualismi, rivalse e ambizioni. Dobbiamo mettere in piedi un gruppo omogeneo che lavori, questo sì, nell’interesse di un territorio “bombardato” e sacrificato ormai da troppo tempo.

Andrea D’angeloConsigliere comunale