“Da croceristi a turisti”

CIVITAVECCHIA – Egregio Direttore,
da alcuni suoi articoli e da diversi interventi provenienti dal mondo delle imprese portuali, si adombra un certo scetticismo relativo all’importanza del sistema crocieristico nel nostro porto.
Poiché ho curato per anni all’interno della più importante Organizzazione di settore sia il comparto turistico, che quello della logistica e portuale, mi permetto di fare alcune riflessioni.
Si prevede per il 2109 il 5% in più di passeggeri; un fatturato mondiale in aumento; in Italia è previsto un fatturato di 13 miliardi circa, 120mila i posti di lavoro; a ciò si aggiungano anche i dati della cantieristica dove l’Italia ha un ruolo determinante.
Un segmento turistico rilevante, che ha un andamento superiore ad altri segmenti turistici.
Perché dunque questo scetticismo latente nonostante Civitavecchia abbia avuto l’incremento più significativo in Italia?
Ovvio che il settore passeggeri non è sufficiente a rendere positivo un porto, credo che in questo momento il settore merci stia vivendo un periodo deprimente, ma spero che si continui ad investire nel sistema crociere; sarebbe bello sapere numero addetti, valore aggiunto creato ed altri dati per comprendere l’importanza sotto tutti gli aspetti.
Io credo che nel passato per sciagurati contrasti della politica, non sia stato mai possibile far di questa città una vera cittàporto, ma sia rimasta una città con con il porto.
Protocolli continui fatti da tutte le amministrazioni, spesso inutili, contrasti, scelte fatte senza competenze e professionalità, una governance autonoma e non comune, fanno sentire ai cittadini tutte le negatività di un porto (inquinamento,traffico etc) ma non i benefici, che se intercettati esistono e sono consistenti; ovviamente potrebbero esserlo di più per la città.
I croceristi portano in città valore aggiunto, che a me risulta consistente, visto che il 30% rimangono in città. Lasciamo perdere polemiche sui commercianti, che ovvio dovranno migliorare le loro performances (a loro difesa potrei citare il terminal del gusto, l’outlet).
Al di là della polemica è necessario rendere questa città a vocazione turistica, come lo era nel passato, assai glorioso, nonostante il ventennio. Una cittàporto riuscirebbe ad attrarre con una vera politica degli eventi, con dei seri itinerari turistico culturali, vie dello shopping, un sistema informativo adeguato, un teatro (il bel canto è uno degli elementi che attraggono i turisti) e permettere di aumentare il valore aggiunto già consistente per la città.
La cosa che viene sottovalutata, è il patrimonio promozionale con milioni di persone, che hanno soltanto una giornata per rimanere, ma a cui potrebbe essere presentato un pacchetto di offerte turistiche consistenti.
Archeologico, (Tarquinia, Cerveteri)naturalistico (Tolfa Allumiere) marino, culturale (Civitavecchia Santa Marinella).
Ecco lo slogan per una promozione turistica “da croceristi a turisti”, invitando a ritornare in un sistema turistico a mio avviso di qualità, in una marca turistica a grande vocazione.
Bisogna crederci, e pensare alla grande, questo a mio avviso sarà compito principale del prossimo sindaco; aggregare realtà diverse, sistemi attraenti credere nel turismo che è la carta vincente, non solo di questa città, ma di un comprensorio che a mio avviso potrebbe avere un futuro roseo.
Sempre credendoci.

Tullio Nunzi – Meno poltrone più panchine