CSP: il Piano industriale c’è o no?

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CIVITAVECCHIA – Il piano industriale di CSP è stato presentato? Da settimane assistiamo a “battibecchi” sulla questione  CSP – Civitavecchia Servizi Pubblici, a mezzo stampa, tra il vicesindaco Massimiliano Grasso e il presidente Antonio Carbone. La querelle, tra botta e risposta, sembra non avere fine e per quanto possa diventare un passatempo lo stare dietro ai pettegolezzi si rischia di perdere di vista il punto fondamentale. La domanda a cui oggi nessuno ha dato risposta è: cosa si vuole fare di CSP? Il piano industriale è stato presentato?

L’unica cosa certa, che anche molti cittadini hanno notato, è la totale confusione e nebbia in cui è avvolta tutta la questione. Cambi orari della raccolta differenziata, spostamenti di personale tra i servizi, bando si/bando no, ultimatum e rassicurazioni… di carne sulla brace ce n’è poca, sembra essere tutto fumo. CSP, azienda partecipata al 100% dal Comune ha al suo interno circa 360 dipendenti, numero più numero meno, di cui 71 impiegati, 287 operai, 2 intermedi e 1 dirigente; a questi sono stati aggiunti gli interinali, circa 50 unità fino al mese di Maggio 2020. La media è di 1 impiegato ogni 4 operai (esclusi gli interinali). Questo è il quadro di partenza.

Il presidente Carbone in data 13 Maggio 2020 ha presentato il piano di risanamento contenente i correttivi da porre in essere onde evitare il fallimento della società. Il “carrozzone”, come molti lo definiscono, non sta in piedi e bisogna correre ai ripari. Con la partenza della raccolta porta a porta nella primavera 2019 si è fatto ricorso agli operatori interinali. L’amministrazione Cozzolino ne aveva previsti 22, per un periodo di tempo limitato, circa 3 mesi, dando poi indicazione a CSP di indire un bando. A fine Giugno, come da relazione De Leva, gli interinali sono aumentati a 51 unità  e il bando pubblicato fu successivamente ritirato e mai riproposto. Gli operatori interinali hanno continuato a svolgere la loro attività  fino a maggio 2020, con oneri maggiori che hanno inficiato notevolmente sulle casse della società perché oltre il costo dei  lavoratori, che devono essere giustamente retribuiti, ci sono anche i costi dell’agenzia interinale. Non a caso quando si è iniziato a parlare dei conti in rosso di CSP, si annunciava una  perdita pari a 1 milione di euro, la voce interinali sembrava essere quella più incriminata insieme all’affitto dei mezzi. Eppure non sono stati presi provvedimenti se non dopo un anno. Nel corso  dei mesi successivi la perdita dichiarata è di ben 3 milioni. Purtroppo, non avendo CSP presentato ancora il bilancio 2019, non è possibile capire cosa è successo rispetto a quello del 2018 che sostanzialmente era in attivo.

Il piano di risanamento proposto da Carbone parla, oltre che di tagli, anche di un piano industriale in corso di redazione. A che punto siamo? Perché pensare solo a coprire i buchi di bilancio con tagli, a scapito di cittadini e lavoratori, senza presentare alla città la visione degli interventi, degli investimenti e delle manovre che si vogliono porre in essere per rilanciare la società è un po’ come buttare fumo negli occhi. Il vicesindaco Grasso ha più volte affermato che la società deve rimanere pubblica, ma lo rimarrà con tutti i servizi? Perché in realtà sarebbe comunque pubblica mantenendo anche solo un servizio, per esempio quello A.E.C. L’intenzione è quella di mantenere tutti i servizi pubblici puntando su qualità e efficienza? La risposta, documenti alla mano,  è si o no. Il resto sono chiacchiere.  

Senza un piano industriale che illustri la direzione in cui stiamo andando non è dato saperlo. Quello che è certo è che pezzi di città si stanno smembrando nella confusione generale poiché i servizi sono in sofferenza e la cittadinanza ne è ormai consapevole. Il carattere pubblico di una azienda e di tutti i suoi servizi è inconciliabile con la riduzione di questi. Si usa dire sovente: “è aritmetica semplice”! 

SEGUE – (Andremo ad approfondire prossimamente i singoli servizi e le loro criticità)