CSP, i sindacati incalzano la Giunta Tedesco: “E’ ora di capire cosa vuole fare”

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CIVITAVECCHIA – “E’ dunque giunta l’ora di comprendere realmente che cosa il Sindaco ed il Vicesindaco intendano fare o non fare per CSP”. Questo il perentorio invito dei sindacati CGIL, CISL e UIL in merito al futuro di Civitavecchia Servizi Pubblici, su cui pesa a loro avviso l’assenza di una chiara strategia del Socio unico. Di seguito il testo integrale della nota inviata dalla triplice a firma di Diego Nunzi, Paolo Sagarriga Visconti e Giancarlo Turchetti.

“Lo scorso 18 giugno CGIL CISL e UIL Confederali unitamente alle Federazioni Territoriali si sono incontrate con l’Amministrazione Comunale e la Dirigenza della Soc. Civitavecchia Servizi Pubblici, partecipata al 100% del Comune di Civitavecchia. In quella occasione ci è stato rappresentato il bilancio negativo della Società, nonché la preoccupazione per il mantenimento della qualità ed efficienza dei servizi pubblici unitamente alla tenuta dei livelli occupazionali. Come Organizzazioni Sindacali abbiamo da subito dato la disponibilità a collaborare nell’ottica di un percorso condiviso volto ad individuare un piano industriale di ampio respiro che, nel medio termine, avrebbe messo in sicurezza l’azienda e permesso di garantire servizi pubblici efficienti oltre che gli attuali livelli occupazionali.
Nella circostanza, come CGIL, CISL e UIL, abbiamo valutato positivamente la dichiarazione di intenti da parte
dell’Amministrazione Comunale di Civitavecchia, secondo cui, nella persona del Vicesindaco con delega alla partecipata Massimiliano Grasso, l’unica richiesta indirizzata ai lavoratori sarebbe stata semplicemente quella di continuare a svolgere, nel modo più efficiente e produttivo possibile, i loro normali e quotidiani compiti lavorativi, senza pertanto ripercussioni di alcun tipo per quanto attiene la garanzia degli attuali livelli occupazionali e retributivi, con la precisazione, a nostro avviso fondamentale, del mantenimento in capo al Comune della totale proprietà dell’Azienda e della gestione dei servizi che, superfluo ricordarlo, sono servizi pubblici essenziali svolti nell’interesse più generale della comunità civitavecchiese. Tali affermazioni, peraltro, il Vicesindaco le aveva già annunciate a mezzo stampa, allorquando aveva affermato che ‘CSP è una Società del Comune di Civitavecchia ed i suoi azionisti sono i cittadini civitavecchiesi’.
Ulteriore testimonianza del fatto che i lavoratori la loro parte di sacrificio l’hanno già corrisposta al momento della sottoscrizione del Verbale di Accordo del 19 maggio 2017, che ha permesso la fase di Start Up di CSP.
Dal 18 giugno ad oggi, però, a parte registrare la disponibilità di CSP a formalizzare per iscritto il fatto che ogni qualsivoglia trattativa in tema di risanamento e riorganizzazione, settore per settore, possa e debba svilupparsi fermo restando il mantenimento del carattere pubblico di tutti i servizi attualmente svolti da CSP, l’impegno ad acquisirne dei nuovi e la salvaguardia occupazionale e retributiva di tutto il personale, da parte dell’Amministrazione Comunale invece non abbiamo ricevuto alcun riscontro in merito, nonostante la più ampia garanzia verbale ricevuta in tal senso. Nel frattempo, in data 25 giugno 2020 queste OO.SS., proprio nell’ottica di tener fede agli impegni condivisi il 18 giugno, hanno anche inoltrato una ipotesi di accordo in attesa di conoscere il Piano Industriale, che riassumeva tutte le posizioni condivise, ma a distanza di settimane ancora silenzio da parte del Socio Unico.
La cosa ci preoccupa non poco, sia perché l’inerzia che sta caratterizzando questa fase non costituisce comunque un freno alle perdite mensili ma anzi alimenta la crisi di liquidità che cronicamente affligge CSP, sia perché ci viene da pensare che quando dalle parole si debba passare ai fatti qualcuno non sia nella condizione di mantenere gli impegni assunti. Speriamo di sbagliare, ma chiunque dica pubblicamente una cosa pensando di farne un’altra, deve avere chiaro fin da subito che non funziona così e che con i destini dei lavoratori e delle loro famiglie, ma anche dei cittadini civitavecchiesi fruitori dei servizi non si scherza, motivo per cui queste OO.SS., in tutte le loro articolazioni, sono pronte a mobilitarsi con tutte le azioni e le iniziative possibili, coinvolgendo anche la cittadinanza se necessario, contro il progressivo smantellamento di ogni idea di bene pubblico quale è CSP ed i servizi pubblici locali da essa esercitati. CGIL, CISL e UIL sono contro ogni forma di privatizzazione dei servizi pubblici svolti da CSP o anche di una parte di essi, cosa che magari assicurerebbe notevoli profitti ai gestori privati mentre riserverebbe ai cittadini soltanto disservizi, arretratezza tecnologica oltre che tariffe maggiorate. Peggio ancora andrebbe ai lavoratori di CSP e alle loro famiglie, per cui con il criterio del massimo ribasso nell’affidamento dei servizi, seppur mediante gara, si potrebbe determinare una precarizzazione dei rapporti di lavoro ed una riduzione dei salari nella migliore delle ipotesi, con l’assenza di garanzie occupazionali, di rispetto dei contratti di settore e di totale deregolamentazione dei servizi pubblici nella
peggiore.
Oggi il silenzio assordante dell’Amministrazione con le Parti Sociali non corrisponde ai proclami a mezzo stampa, per cui chiediamo con urgenza di conoscere le intenzioni del Socio Unico rispetto alla Società Partecipata, perché il tempo che passa non giova ma anzi acuisce i problemi della Società partecipata che, nonostante le buone intenzioni del Management nella lotta ad ogni forma di spreco non funzionale al buon andamento aziendale e la continua disponibilità e flessibilità dimostrata in questo periodo dai dipendenti nello svolgimento quotidiano del proprio lavoro, si ritrova comunque a fronteggiare difficoltà che oggettivamente risultano imputabili più a responsabilità dell’Amministrazione che a proprie disfunzioni organizzative.
E’ dunque giunta l’ora di comprendere realmente che cosa il Sindaco ed il Vicesindaco intendano fare o non fare per CSP. Di certo CGIL, CISL e UIL non rimarranno ferme a guardare una Società che viene lasciata affondare nonostante abbia tutti i presupposti per poter assicurare le finalità per cui, con tanta fatica e sacrificio anche e soprattutto da parte dei lavoratori, è stata costituita”.