“Cosa c’è dietro la nota della Regione che ha invitato a non usare la perizia Monaci?”

187

CIVITAVECCHIA – Dal consigliere comunale Vittorio Petrelli riceviamo e pubblichiamo:

Cosa c’è dietro la recente nota con la quale la regione Lazio ha comunicato all’U.A. di Civitavecchia che non avrebbe dovuto utilizzare e non può continuare ad utilizzare la ricognizione catastale condotta dal perito Monaci per le attestazioni e le certificazioni?
La diffida di un cittadino che dall’applicazione illegittima della perizia Monaci ha subito danni. Questo modo illegale di operare era noto a tutti, anche alla Regione Lazio, che è stata a suo tempo chiamata in giudizio davanti al Tar (sempre ad opera di 3 cittadini), ma si è atteso un anno e mezzo prima di intervenire. L’applicazione della perizia Monaci ha generato danni economici ai cittadini ed ora le azioni illegali ricadono sui responsabili dato che a livello giudiziale e amministrativo si è chiamati a rispondere direttamente.
Viene da domandarsi se alla luce di questa e di tante altre illegittimità, che gravitano sulla vicenda degli usi civici a Civitavecchia, non sia il caso, da parte dei responsabili della Regione e della U.A., di cogliere l’invito del Commissario che ha manifestato con un verbale dello scorso aprile 2019 e in un incontro con l’attuale Sindaco (novembre ’19), la volontà di una soluzione amministrativa della vicenda, dopo l’opposizione di 1200 cittadini ed il reperimento di nuovi documenti inoppugnabili che dimostrano l’inesistenza degli usi civici sul nostro territorio.
L’invito di cogliere l’insegnamento di questa vicenda è tanto più forte per gli amministratori dell’U.A. che sembrano conoscere poco il diritto amministrativo. Molte determine dell’Ente sono infatti palesemente illegittime, le stesse conciliazioni costituiscono potenziali futuri contenziosi. Inoltre l’U.A. non potrà da adesso in poi emettere ulteriori certificazioni dato che ha ricevuto la diffida della Regione Lazio per l’utilizzo della Monaci ed ha espressamente dichiarato non corretta la perizia Rossi.
Questa novità è la conferma di quanto sia competente la Regione nella vicenda a differenza di quanto abbia sostenuto l’ex sindaco Tidei.
Invito quindi gli Amministratori dell’Agraria, al di là del colore politico, a salvaguardare la propria incolumità economica e ad approfittare, finchè sono in tempo, di questa occasione per limitare i danni e perseguire finalmente una soluzione amministrativa per risolvere questa vicenda assurda ed ingiusta.
Nella speranza che gli Enti coinvolti cessino di ostinarsi nell’utilizzare barcollanti e spesso illegali procedure burocratiche per rivendicare usi civici palesemente inesistenti, metto a disposizione il mio personale contributo per coloro che decideranno di aderire all’invito di perseguire subito una soluzione amministrativa”.

Vittorio Petrelli – Consigliere comunale