“Condotta antisindacale”: l’USB ricorre contro CSP

CIVITAVECCHIA – Clima teso dentro CSP. Il coordinamento Provinciale di Roma–USB Lavoro Privato ha presentato ricorso presso il Tribunale di Civitavecchia nei confronti di Civitavecchia Servizi Pubblici per la presunta condotta antisindacale.

Questi i fatti secondo la versione fornita dall’USB. “In data 19 Maggio 2017 il sindacato accettava sottoscrizione, insieme alle organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL-UGL-FIADEL, di un accordo sindacale che prevedeva impegno al contenimento dei costi con sacrificio dei lavoratori e con gestione sobria e trasparente da parte della Società. La USB sottoscriveva accordo accettando: 1) eliminazione di trattamenti ad personam, benefit individuali, superminimi e indennità individuali per tutti i lavoratori; 2) riduzione di una giornata di lavoro e soprattutto di retribuzione per tutti. La società CSP si impegnava: A) a non assegnare superiori livelli contrattuali se non attraverso una specifica procedura trasparente di formazione, mobilità interna e creazione di una specifica voce di spesa; B) a eliminare e/o ridurre costi superflui, attraverso riduzione delle consulenze esterne, la creazione di una centrale unica degli acquisti, l’abbattimento degli affitti sugli immobili”.

Un tratto fondamentale dell’accordo, senza il quale la USB non avrebbe aderito, stava proprio nella istituzione di una commissione tecnica paritetica “allo scopo di monitorare ed accompagnare la nascita ed il processo di sviluppo di CSP, il passaggio dei lavoratori e dei rami di azienda nella stessa e l’andamento complessivo di CSP in tema di contenimento di costi ed aumento di ricavi; aveva inoltre il compito di analizzare il processo di eliminazione di benefit e trattamenti individuali con possibilità di chiedere anche correzioni”.

“La Commissione Tecnica Paritetica – prosegue il sindacato di base – verbale in data 23 Giugno 2017, viene costituita con tanto di regolamento e funzioni ma per motivi vari, dopo alcune convocazioni, non si riunisce, quindi di fatto non svolge alcuna attività di quelle previste nell’accordo sindacale. Nell’accordo è contenuta una clausola e cioè ‘che la Commissione avrebbe funzionato tramite incontri da tenersi con cadenza bimestrale o su richiesta delle parti’ e i rappresentanti USB in seno alla Commissione chiedevano più volte la convocazione rilevando numerose anomalie nel comportamento della Società CSP con condotte violative dell’accordo e contrarie all’obiettivo del contenimento dei costi e della distribuzione equa dei sacrifici, con assegnazione di nuovi livelli superiori o superminimi al di fuori dell’accordo, con nuove consulenze esterne e modalità di rimborso solo ad alcuni di lavoratori. Niente convocazione, niente documentazione e rispetto; nel frattempo però accettava la proposta di alcuni sindacati per la trattativa con tavoli separati sulla discussione dell’orario per la raccolta differenziata porta a porta”.

Grave, secondo l’USB, “è la mancanza della non distribuzione del L.U.L. Libro Unico del Lavoro con le informazioni sul numero e i livelli retributivi degli addetti”.

Per questi motivi l’USB chiede al Tribunale del Lavoro di Civitavecchia di: accertare e dichiarare la natura antisindacale del comportamento di CSP resistente descritto in narrativa e conseguentemente; ordinare alla convenuta, in persona del legale pro tempore, di convocare la Commissione Tecnica Paritetica istituita dall’accordo del 19/05/2017 con cadenza bimestrale o su richiesta delle parti e come da verbale di costituzione del 23/06/2017; ordinare alla Società di convocare immediatamente la Commissione con la consegna alla USB di tutta la documentazione richiesta nel termine di giorni 15 dall’incontro; ordinare alla convenuta, di revocare gli incontri precedenti ed affrontare tutte le tematiche in Commissione e/o rimuovere gli effetti affrontando le questioni all’interno; annullare tutti gli eventuali atti di competenza della Commissione attuati non nella Commissione”.