“Con le elezioni si riparla di turismo, materia esclusivamente elettorale”

CIVITAVECCHIA – Si avvicinano le elezioni, e si ricomincia a parlare di turismo, materia esclusivamente elettorale. La discussione sul rapporto tra territorio e crociere molto spesso avviene solo in periodo elettorale.
Nessuno penserebbe mai di affidare l’assessorato al bilancio a incompetenti, molto spesso l’assessorato al turismo o non è stato nemmeno ipotizzato, o peggio affidato come se il turismo non fosse una branca dell’economia e non avesse una rilevanza primaria.
La prima cosa da fare sarebbe quella di capire l’entità del fenomeno,o meglio la conoscenza, i numeri reali, un documento di ricerca e massimizzazione degli effetti crocieristici.
La prima cosa da capire quanto sia la spesa diretta, cioè i flussi economici legati al crocierismo, quanto gli effetti indiretti, e quanto gli sviluppi occupazionali.
A me risultano a livello europeo dati eclatanti: importi di diverse decine di mlioni e oltre 400milaposti di lavoro.
Ovvio che si tratti anche per la città di dati rilevanti, da cui si deve prescindere nella elaborazione di una qualsiasi politica economica.
Il secondo punto, è che il porto e l’autorità molto spesso sono state entità avulse dal territorio; per mettere fine a questa divergenza, sono state fatti diversi accordi, protocolli, tra amministrazioni e autorità, ma nessuno ha mai avuto effetti concreti.
Questa è una città con il porto, con una barriera fisica reale senza gestioni comuni, visioni comuni (piani regolatori); a Genova fu fatto un assessore al porto, idea a mio avviso non peregrina, per arrivare a una Governance comune ed a una città-porto.
Un coordinamento vero, reale, tra amministrazione e autorità potrebbe determinare un politica strategica di rapporto al fenomeno crocieristico e turistico massimizzando i vantaggi, lasciando da parte i record.
Le ricadute economiche ci sono, non c’è dubbio, ma sono ridotte rispetto al fenomeno che avrebbe bisogno di diversificazione in termini di prodotto con una più variegata attrazione turistica.
Credo che al di là di protocolli inutili con l’autorità portuale, sarebbe necessaria un accordo tra la amministrazione e tutte le rappresentanze economiche e imprenditoriali, un tavolo di confronto con gli operatori, per avviare una sfida del territorio e della città:il porto come base di partenza per la conoscenza e la fruizione di un territorio, che vada anche in contrasto con l’industria crocieristica basata sul tutti a bordo.
Ovvio che il nuovo sindaco dovrebbe avere un rapporto di duro confronto con le compagnie stesse, proporre una marca territoriale, dialogando con tutti i vari sindaci, basata su un sistema turistico rilevante fatto di paesaggi archeologici, storia, luoghi di civiltà tipicità enogastronomiche, bellezze naturalistiche.
In un progetto serio di confronto con il territorio sicuramente la stessa regione investirebbe in risorse di promozione turistica, e investimenti per reti di impresa e startup locali.
Solo in questo modo il territorio non sarebbe solo un appendice di Roma, ma potrebbe iniziare a pensare non solo al segmento crocieristico ma ad un serio sviluppo turistico più generale, recuperando una vocazione turistica tipica di questa marca territoriale.

Tullio NunziMeno poltrone più panchine