Comitato di gestione di Adsp, il Codacons presenta un esposto e fa richiesta di accesso agli atti

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CIVITAVECCHIA – A seguito delle molte segnalazioni ricevute circa la legittimità della nomina da parte del sindaco Ernesto Tedesco del rappresentante del Comune di Civitavecchia nel Comitato di Gestione dell’Adsp del Mar Tirreno Centro Settentrionale, supportate da notizie lette sulla stampa, il Codacons ha deciso di vederci chiaro.

C’è in ballo la voce dei cittadini di Civitavecchia nel porto di Roma – afferma la presidente locale Sabrina De Paolis ovvero nel Comitato che deciderà per i prossimi 4 anni le sorti dello scalo, la cui Authority, nonostante sia finalmente arrivato un Presidente competente, esperto e volenteroso, è in forte difficoltà sotto l’aspetto economico-finanziario, principalmente a causa della complessità di chiusura di un bilancio sul quale, ora che le entrate dell’Ente sono diminuite a causa dei minori traffici dovuti alla pandemia globale, pesa come un macigno l’enorme spesa per il personale, da sempre sottolineata e redarguita da Corte dei Conti e Mef come probabilmente la più alta tra tutte le Adsp, problema rimasto irrisolto dalle precedenti gestioni, ma che ora, con la diminuzione delle entrate dell’Ente, sembra diventato enorme. Non sappiamo se si è al punto che le entrate possano non coprire le uscite e gli stipendi del personale, ma apprendiamo dalle parole del Presidente Musolino sulla stampa, che la situazione è grave”.

“Per Civitavecchia – prosegue – che fonda la sua economia sulle attività portuali e l’ampio indotto che ne deriva con ripercussioni praticamente in ogni altro settore (è sotto gli occhi di tutti la drammaticità e la desolazione della città senza più turisti che transitano e mandano avanti un’economia ormai ingessata, oltre alle ormai ridotte possibilità economiche degli operatori portuali, guide turistiche, taxisti-Ncc e commercianti), il rappresentante dei cittadini nel Comitato di Gestione del porto assume un ruolo importante per tutta la cittadinanza, in quanto è chiamato ad esprimersi su innumerevoli aspetti che coinvolgono in primis la gestione del porto, ma anche tutte le ripercussioni sulla Città e la sua economia, conseguentemente alle scelte e alle azioni del Comitato. Infatti, tra i compiti del Comitato di Gestione, spiccano, oltre all’adozione del Documento di pianificazione, del POT e del Piano regolatore portuale, nonché l’approvazione dei bilanci, anche la deliberazione della dotazione organica dell’ADSP, oltre al Piano dell’organico del porto relativamente ai lavoratori delle Imprese Cooperative portuali. Piano, quest’ultimo, che coinvolge centinaia di lavoratori portuali, che ricordiamo, in modo particolare a Civitavecchia, rappresentano la maggiore forza lavoro della città”.

“E’ per questo che in molti, sia operatori portuali che semplici cittadini il cui lavoro “gravita” intorno alle attività del porto, sono preoccupati delle effettive competenze del componente del Comitato incaricato dal Sindaco, c locale, e della cui modalità di selezione che sembrerebbe esser stata quella di logiche o amicizie politiche, così come riportato dalla stampa, abbiamo interessato le Autorità competenti, oltre ad aver presentato un accesso agli atti al Segretario Generale del Comune Savarino”.

“Abbiamo inoltre chiesto agli organi competenti – conclude De Paolis – di accertare sia l’effettivo possesso dei requisiti di legge da parte dell’Architethe sembrerebbe sconosciuto non solo al cluster portuale nazionale, ma anche a quelloto designato, che la legittimità non solo della designazione, ma anche dell’eventuale ampliamento ed estensione arbitrari dei requisiti richiesti nell’Avviso pubblico emanato dal Sindaco di Civitavecchia, e l’eventuale contrasto con la volontà del legislatore”.