Civitavecchia una discarica a cielo aperto?

0
213

“È preoccupante a Civitavecchia la situazione delle problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti. La discarica di Fosso del Prete (corpo A) è prossima alla chiusura, le vicende legate alla convenzione con i gestori promettono tempesta giudiziaria sul Comune, la raccolta diffe-renziata non parte, al Consiglio comunale sta per arrivare un progetto integrato di improba-bile efficacia e che prevede, tra le altre cose, la riapertura del corpo B dell’attuale discarica.

Molti angoli della città offrono uno spettacolo indecoroso, sebbene gli addetti alla rac-colta svolgano per intero il loro dovere. Accade un po’ per la scarsa sensibilità di alcuni citta-dini che non assecondano un minimo di ordine nella tenuta dei siti di raccolta, un po’ perché l’Amministrazione non fa nulla per invogliare a comportamenti corretti. I cassonetti sono spesso rotti, sporchi, maleodoranti; nei fine settimana, là dove il numero dei contenitori è in-sufficiente ad ospitare i rifiuti di due giorni, si producono sgradevoli accumuli di spazzatura.

La raccolta differenziata è gestita in maniera approssimativa. Le “campane” del vetro e della carta sono svuotate ad intervalli troppo lunghi, pertanto spesso sono stracolme. Alcune sono fatiscenti, sfondate,vecchie. Sono per lo più circondate da ogni genere di sporcizia non prevista per la differenziazione. Nessuno sa, nessuno conosce la vera destinazione di quella raccolta e molti cittadini sono perciò assolutamente demotivati a parteciparvi.

Una vera raccolta differenziata non è stata mai avviata. Se l’Amministrazione preceden-te ci aveva provato (un’area per l’isola ecologica era stata acquistata), oggi l’Amministrazione non si cura del problema. Anzi, prepara un progetto che si propone obbiettivi minimali. L’idea, che sembra già in fase di avanzata progettazione, è quella di un selezionatore a valle della tradizionale raccolta indifferenziata. Vorrebbe dire, inevitabilmente, produzione di CDR, ossia di materiale di risulta suscettibile di valorizzazione energetica. Dopo tante battaglie contro il termovalorizzatore, dopo la violenta imposizione del carbone, non ci mancherebbe che un bruciatore di rifiuti, magari al servizio dell’Enel che lucrerebbe “alla grande”, ag-giungendo diossina e furani al molteplice particolato con il quale saremo avvelenati…

Insomma, le solite “scorciatoie”.

Al contrario, le buone soluzioni in tema di rifiuti costano impegno non soltanto econo-mico, ma progettuale e civile.

Servirebbe infatti:

– a) riconoscere e praticare un coordinamento con i Comuni limitrofi individuati come “ba-cino ottimale” in tema di smaltimento di rifiuti; al nostro Comune spetta condurre l’iniziativa nei confronti degli altri Comuni e avanti alle Autonomie di livello superiore (Provincia e Regione);

– b) allargare ai Comuni del bacino il possesso di Etruria Servizi, alla quale verrebbe affida-to l’intero ciclo di raccolta e di trattamento completamente diverso dall’attuale;

– c) motivare, anche economicamente, gli abitanti di tutto il bacino verso una differenzia-zione “a monte”, almeno attraverso una buona separazione dell’umido dal secco e il con-ferimento diretto o indiretto di materiali ingombranti nelle isole ecologiche;

– d) utilizzare tutti i materiali riciclabili (i consorzi nazionali sono ormai numerosi) e realiz-zare economie a beneficio della collettività, specialmente dei cittadini più “attenti” (sconti tariffari e simili);

– e) conferire infine soltanto i materiali inerti e residuali in una discarica individuata nell’ambito di un territorio più vasto, previo trattamento di un selezionatore destinato a una differenziazione terminale non finalizzata alla produzione di CDR.

È una sfida che lanciamo all’Amministrazione comunale, affinché si passi da polemiche senza respiro a cose di più generale interesse su un tema chiaramente importante”.

Mario Dei Giudici

PerCivitavecchia

NO COMMENTS