“Civitavecchia, una città da salvare”

CIVITAVECCHIA – Girando per la città mi viene voglia di chiedermi e chiedere se un cittadino oggi si sente fiero di sentirsi un Civitavecchiese.
Sicuramente si, senza se e senza ma, però poi nel guardarsi intorno le certezze cambiano e cambiano in modo repentino.
Quello che salta agli occhi è il degrado nel quale Civitavecchia nostra è sprofondata e non se ne salva neppure un angolo a partire da Nord a Sud e da Est ad Ovest partendo dalle periferie più estreme che sono lo specchio magico della città.
Nella grande maggioranza delle aree a verde regna l’incuria e gli insetti nocivi ed i ratti la fanno da padroni, i cassonetti traboccano di rifiuti e l’olezzo permanente impregna le aree circostanti di sgradevoli miasmi, i rifiuti solidi abbandonati e non raccolti, fanno da squallida cornice alle strade cittadine piene di pericolose buche, mentre le perdite idriche le innaffiano con regolarità mettendo in luce una segnaletica orizzontale e verticale stinta ed invisibile.
Un quadro desolante che è l’anticamera di una realtà oggettiva che qualcuno si ostina a far credere che trattasi del paese del Bengodi.
Che l’occupazione è ai minimi storici, che l’ambiente è un ammalato sul letto di morte, che il Commercio locale langue, che le Piccole, Medie imprese e l’artigianato nostrano stanno vivendo il periodo peggiore che si ricordi dal dopo guerra ad oggi, nessuno ne parla e se se ne parla lo si fa in maniera riduttiva e superficiale, tanto per evitare di destare preoccupazione.
Tutte caratteristiche che ha una “Città da salvare”, e l’impegno sarà grande, ma non possiamo permetterci di non provarci, altrimenti come dice qualcuno, sarà meglio fare i bagagli ed approdare in altri lidi, ma lo spirito di Chi è Nato in questa città è grande e non si farà spaventare da cinque stelle, anzi quattro, che a Civitavecchia non si sono ancore accese per illuminarla.

Federica GiacominiVice Presidente Polo Democratico