
CIVITAVECCHIA – Come città di porto, Civitavecchia è chiamata direttamente in causa sul disumano ed illegale trattamento che il decreto sicurezza riserva a bambini, donne, a poveri innocenti, lasciandoli sequestrati in mare aperto e rifiutando cure ed accoglienza.
L’opportunistica posizione del sindaco cinque stelle Cozzolino, fa il paio con il cinico silenzio del presidente dell’Autorità Portuale Di Maio: diverso lo schieramento, uguale la linea!
In perfetta sintonia, d’altra parte, con la pilatesca posizione assunta dal governatore Zingaretti, a differenza di altre regioni che con decisione stanno assumendo atti concreti in opposizione al decreto voluto da Salvini.
La solidarietà e l’accoglienza sono il naturale sentimento fondante di ogni comunità di mare, da cui Civitavecchia trae le proprie origini: Cozzolino, Di Maio ed il quasi totale silenzio della politica cittadina, rappresentano un’offesa per la città e per la sua storia, oltre che una tacita complicità ai drammi che quotidianamente si stanno consumando nei nostri mari.
Un terribile pensiero affiora, che tanta indifferenza politica ed istituzionale possa nascere dal sacrificio sull’altare di qualche candidatura, o della governabilità trasversale del Lazio, o sul “vogliamoci bene” che pare ultimamente imperversare in città, in vista delle prossime amministrative.
Facciamo allora appello perché questo cattivo pensiero, questa possibile macchia sulla storia della città, venga cancellato: il sindaco Cozzolino ed il presidente Di Maio, ognuno per la propria competenza, esprimano apertamente che loro dovere è rispettare la principale legge del mare e dell’umanità, dichiarando Civitavecchia Porto dell’accoglienza.
E dalla nostra comunità marinara, nasca il grido, forte e chiaro: Aprite i porti!
Associazione ‘A GAUCHE






