Civitavecchia protagonista al sesto sciopero globale per il clima a Roma

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CIVITAVECCHIA – C’era anche una rappresentanza di Civitavecchia quest’oggi a Roma in occasione del sesto sciopero globale per il clima, con gli esponenti cittadini del Collettivo “No al Fossile” che sono stati invitati dal nodo romano di Fridays for Future ad intervenire pubblicamente in una piazza del Popolo gremita di studenti e giovani.

“A due passi da palazzo Chigi e dal parlamento italiano – spiegano dal Collettivo – abbiamo portato in piazza la testimonianza di uno dei territori più inquinati d’Italia e ribadito a gran voce che non accetteremo supinamente che le istituzioni autorizzino la costruzione di una nuova centrale, questa volta alimentata a gas naturale, nella nostra già martoriata città. Abbiamo quindi denunciato le contraddizioni di un piano energetico nazionale (PNIEC) assolutamente anacronistico il quale, mentre parla di transazione verde, inserisce un combustibile fossile come il gas tra le fonti su cui investire nei prossimi anni per produrre nuova capacità energetica da immettere in rete. Inoltre, a margine dell’iniziativa, nei serrati confronti con gli altri comitati presenti in piazza, abbiamo ribadito che l’opposizione alle nuove centrali turbogas ed il sostegno alle energie pulite non sono soltanto questioni legate alla difesa dell’ambiente e del clima, ma anche un’opportunità per creare buona occupazione. In questa direzione tra l’altro si sta muovendo da tempo anche l’Europa”.

“Con un emendamento alla legge europea sul clima votato il 6 ottobre – proseguono – i deputati hanno chiesto di fissare al 60 per cento la riduzione delle emissioni di gas serra in UE entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990), invece del 55 per cento proposto dalla Commissione europea lo scorso 17 settembre. I deputati europei hanno chiesto inoltre di bloccare i sussidi (diretti o indiretti) ai combustibili fossili entro il 2025. Questo nell’ottica di raggiungere più rapidamente l’obiettivo climatico dell’Ue a lungo termine, ovvero la piena neutralità climatica entro metà secolo. Le strategie europee ed il buon senso suggeriscono quindi di bloccare sul nascere progetti costosi e già obsoleti come i gasdotti e le nuove centrali a gas. La politica italiana sembra invece non accorgersi di ciò che gli sta accadendo intorno e, sulla base di questa cecità, continua a mettere in campo strategie completamente sballate ed incentrate esclusivamente sulla tutela dei profitti delle grandi aziende del settore”.

“Proprio per questo – concludono dal Collettivo No al Fossile Civitavecchia – nella consapevolezza che non sarà facile far invertire la rotta a questo governo, continueremo la nostra testarda azione di sensibilizzazione non solo in ambito locale, ma, come avvenuto ieri a piazza del Popolo, anche all’interno dei grandi eventi per il clima che si metteranno in campo nei prossimi mesi in ambito nazionale e internazionale”.