Civitavecchia Bene Comune: “Il territorio ribadisce il no al bio digestore”

CIVITAVECCHIA – Da Civitavecchia Bene Comune riceviamo e pubblichiamo:

“Alcune pacate e, se possibile, costruttive considerazioni in merito alle affermazioni di Zingaretti durante la sua recente visita in città: la prima riguarda la sottigliezza retorica in merito al bio digestore: passi la svista, per così dire, “tecnica” del Presidente della Regione, che ha confuso il biogas con il gas combustibile per l’alimentazione della centrale, ma contrapporre il progetto del biodigestore alla riconversione della centrale è fuorviante, poco elegante e anche un po’ irrispettoso nei confronti del territorio, se non altro perché la decisione di Enel è frutto esclusivo della mobilitazione collettiva. Dal carbone ne usciremo nel 2025 e non accettiamo deroghe. Al momento e fino ad allora, o almeno finché non finirà la guerra, la città sta prendendo atto come la centrale stia lavorando a pieno regime con l’impiego massiccio di carbone.
La seconda considerazione attiene al merito: un intera collettività si è espressa in innumerevoli occasioni contro il progetto del biodigestore: tutti i partiti politici, l’amministrazione comunale, 2 consiglieri regionali su 3 eletti a Civitavecchia, i movimenti ambientalisti e non, le associazioni datoriali e i sindacati dei lavoratori, la gente comune. Diventa addirittura pleonastico rammentare i tanti motivi di una contrarietà di così tale portata, ma quello principale, oltre ovviamente al carico ambientale connesso, è sicuramente la rivendicazione del diritto di una Comunità di voler affermare la volontà di affrancazione da questa sovrabbondanza di servitù, dopo che per troppo tempo ha subito soprusi e imposizioni, unito alla consapevolezza che attraverso progetti alternativi ambientalmente compatibili, il territorio può essere finalmente artefice del proprio futuro attraverso un nuovo e condiviso modello di sviluppo.
E qui nasce la terza considerazione, richiamata anch’essa dalle parole di Zingaretti quando sottolinea come ambiente e lavoro debbano necessariamente stare insieme: appunto, stanno insieme non certo con la realizzazione del biodigestore, semmai con una riconversione energetica basata sulle fonti rinnovabili, l’unica in grado di produrre nuova e buona occupazione. Stupisce poi che Zingaretti parli solo di logistica, pur necessaria, ma non dica una parola sull’ambientalizzazione del porto e sul progetto dell’eolico off shore che, gli rammentiamo, è in avanzato stato di attuazione.
L’ultima riflessione attiene al rapporto fra politica e tecnocrazia: pur nella consapevolezza delle difficoltà di modificare un iter già avviato, ciò che disturba è la totale arrendevolezza giustificata dalla inevitabilità: è oltremodo stucchevole rimarcare ogni volta come non si possa fare più nulla perché la burocrazia lo impedisce: oltre ad essere un tentativo improprio di provare a scaricare le responsabilità su qualcosa di indefinito come la burocrazia, come si fa a non rendersi conto che così facendo si abdica al proprio ruolo, si cede sovranità in un momento in cui la politica avrebbe bisogno di riconquistare un primato assolutamente necessario e funzionale proprio alla democrazia?”.

Civitavecchia Bene Comune